Masaccio, Levi, Galileo, Beato Angelico. Ma anche il viaggio dei tre Re Magi I finanziamenti arrivano da una legge del 1997. E il sottosegretario Marcucci ammette: «Si è ecceduto nel dire troppi sì» ---------------------------------------------------------- L'Italia è un paese fatto così: ad ogni passo che fai rischi di inciampare in una pietra, testimonianza del passato. Lo stesso vale per gli uomini. Letterati, poeti, santi. Scienziati meno, ma anche quelli. Ogni città e borgo ne ha almeno uno, che lì è nato, ha soggiornato, ha scritto pagine più o meno memorabili della nostra storia. C'è chi si accontenta, per ricordare le glorie locali, di una targa o di un convegno. Chi invece, aiutato da una legge del 1997, pensa a feste in grande stile. Perché per celebrare degnamente il proprio eroe ci vogliono soldi ed organizzazione, ed è lì che interviene lo Stato. Come? Con un finanziamento annuo di circa sei milioni di euro (erano 13 miliardi di lire nel 1997) destinato al sostegno di Comitati nazionali. Non ci piove, arte e cultura sono il patrimonio più solido che l'Italia possiede. Ma, ad esser proprio buoni, davvero non si poteva fare a meno di un Comitato nazionale per il Viaggio dei Re Magi? Le peregrinazioni di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre - un ciclo di mostre e conferenze tra Lombardia e Trentino - ci sono costate 200mila euro. Poteva rimanere indietro la cittadina di Modica, con il suo filosofo, sconosciuto ai più, Carmelo Ottaviano? E via 281mila euro, in diverse tranches nel 2006-2008. Siccome 400 anni fa a Bassano del Grappa è nata la Beata Giovanna Maria Bonomo, l'omonimo Comitato è stato finanziato per il 2006 con 200mila. Soldi buttati? Il dubbio è più che legittimo e lo giriamo ad Andrea Marcucci, sottosegretario ai Beni culturali. Onorevole Marcucci, ha un senso finanziare questa miriade di iniziative? «Resto convinto dell'attualità di questa legge, la quale prevede l'avvio di un iter che permette la costituzione di un Comitato nazionale per le celebrazioni di eventi e personaggi rilevanti per la storia e la cultura del nostro paese. Per quanto riguarda i finanziamenti, i soldi destinati sono una cifra relativamente importante che non deve sostenere tutte le iniziative dei comitati ma mettere in moto un meccanismo virtuoso, con la ricerca di finanziamenti aggiuntivi». Non sono un po' troppi questi comitati? «Riconosco che negli anni c'è stata una tendenza ad eccedere, a non dire dei no. Con un duplice effetto negativo. Da una parte si è detto sì a comitati nazionali che spesso avevano obiettivi più territoriali che nazionali. Dall'altra il numero elevato dei comitati finanziati ha sottratto risorse a quelli di maggior valenza. Abbiamo provato ad invertire la tendenza, tra l'altro il picco si è avuto nel 2006, con 29 iniziative finanziate. Ma ridurre non è facile, le domande sono tantissime. Quest'anno la Consulta ha tagliato ma non siamo scesi al di sotto dei 20. Bisogna anche tenere conto del paese in cui viviamo, della sua ricchezza culturale. Quest'anno, per esempio, tra le richieste pervenute ci sono i nomi di Bobbio, Pavese... Si può dire no?». Chi controlla come vengono spesi i soldi? «Una volta ottenuta la certificazione da parte della Consulta, il comitato - formato da enti e istituzioni - deve dotarsi di un presidente, di un segretario tesoriere e spesso di una giunta che gestisce tutte le attività. Il comitato diventa così un organo indipendente in cui il ministero ha solo l'obbligo di verifica contabile-amministrativa rispetto ai fondi erogati, i propri. Appare strano ma questo ha una sua ratio. La legge è fatta proprio per evitare meccamismi di gestione e controllo politico». Ci risiamo però con l'Italia che si nutre solo del suo passato... Questi Comitati hanno solo una funzione celebrativa, o c'è qualcosa di concreto che si proietta nel futuro? «Le faccio l'esempio di Puccini. Le celebrazioni hanno innescato non solo un circuito virtuoso di cui hanno goduto turismo ed economia ma anche aperto nuovi scenari per esempio riguardo ai meccanismi di fruizione della musica. Con Casa Ricordi si è provveduto alla digitalizzazione della produzione pucciniana, con la possibilità di mettere in rete le opere, a disposizione del mondo intero. Un'altra celebrazione che ci riguarda da vicino è quella dell'invenzione del cannocchiale di Galileo, un evento che ha rappresentato una svolta nell'approccio alle scienze. Starà a noi istituzioni coglierne tutta l'importanza, l'Unesco lo ha già fatto, dichiarando il 2009 anno dell'astronomia e legandolo a quell'evento. Con Garibaldi, del cui comitato sono presidente, abbiamo riportato in primo piano i valori della politica e del senso civico, mica roba del passato». La Toscana delle celebrazioni. Dopo Puccini, Galilei, Pompeo Batoni e Carducci, a chi tocca? «Sul tappeto ci sono i nomi di Fanfani, Montanelli, Giusti al secondo centenario, Meucci, Tobino. Quanto ai grandi eventi, il centenario del movimento Liberty che riguarda da vicino la Toscana, e il centenario del Manifesto Futurista». --------------------- Carducci ha fatto bis: Nobel e centenario della morte Dagli 8 comitati nazionali finanziati nel 1997, all'avvio della legge, c'è stata una progressiva escalation. Sono stati 12 nel 1998, 13 l'anno successivo, 9 nel 2000, 10 nel 2001, 9 nel 2002, 13 nel 2003, 16 nel 2004, 23 nel 2005, 29 nel 2006 (il picco storico), 15 nel 2007. La Toscana, con il suo patrimonio di grandi personaggi e beni culturali, ha fatto la sua parte. Prima in sordina, a partire dal 1999, con Guido d'Arezzo e Francesco Petrarca. Nel 2000 con Carlo e Nello Rosselli, nel 2001 con il quarto centenario di Masaccio, nel 2002 con il settimo centenario della morte di Arnolfo di Cambio. Sempre nel 2002 si è celebrato il quinto centenario del viaggio di Amerigo Vespucci, nel 2003 è toccato a Giorgio La Pira, nel 2005 ai 550 anni dalla morte del Beato Angelico e ai duecento anni dalla morte del compositore Luigi Boccherini. Nel 2006 è stata la volta del monumento a Ilaria del Carretto, dell'invenzione del cannocchiale di Galileo Galilei, del centenario del Nobel a Giosuè Carducci. Ancora Carducci, nel 2007 (il centenario della morte), Pompeo Batoni e Tommaso Landolfi.
TOSCANA - Quanto costa celebrare il passato
Il governo italiano ha finanziato diverse iniziative per celebrare eventi e personaggi rilevanti per la storia e la cultura del paese. Il sottosegretario ai Beni culturali, Andrea Marcucci, ha ammesso che il finanziamento è stato spesso eccessivo. Marcucci sostiene che la legge del 1997 prevede la costituzione di un Comitato nazionale per le celebrazioni, che deve gestire i fondi e controllare la spesa. Tuttavia, Marcucci riconosce che la tendenza a finanziare troppi comitati nazionali ha sottratto risorse a quelli di maggior valenza.
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