Dal Friuli alla Puglia un unico filo unirà le testimonianze della presenza di questo popolo nel paese Firmata a Roma l'intesa tra i soggetti promotori per l'inserimento del sito nella lista dei patrimoni culturali Cividale Un sito ampio, complesso, che coinvolge l'Italia da nord a sud: è «Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)», la cui candidatura alla Lista del Patrimonio Unesco è stata presentata oggi con la firma dell'Intesa Istituzionale tra i soggetti promotori, siglata presso il ministero per i Beni e le Attività Culturali. Cinque regioni, il Friuli venezia Giulia era rappresentato dall'assessore Antonaz, dal vicepresidente del Consiglio Monai, dal sindaco di Cividale Vuga e dal parroco di maria Assunta Genero, sei province, otto amministrazioni comunali, un ente parco, due comunità montane, tre enti ecclesiastici, due fondazioni pubblico-private, due centri di studi, diciannove uffici territoriali del ministero tra direzioni e sovrintendenze: questi i numeri degli enti e delle istituzioni coinvolte per realizzare il sogno di una delle candidature più innovative e complesse mai presentate dall'Italia. «Una candidatura innovativa, un progetto che farà scuola - ha dichiarato il ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli - perché mette insieme territori distanti tra loro incrociando la Lombardia con il Mezzogiorno. Una candidatura che risponde alla nostra idea di uscire dal turismo tradizionale che guarda senza vedere e che ignora la straordinaria stratificazione culturale e storica del nostro Paese». La candidatura, il cui Piano di Gestione sarà presentato entro il primo febbraio, comprende infatti Cividale del Friuli (sede del primo ducato longobardo e comune che ha proposto per primo la candidatura nel 1996), Brescia, Castelseprio, Spoleto, Campello, Benevento e Monte Sant'Angelo. Tra i beni compresi nel sito «Italia Langobardorum», l'area della Gastaldaga con il Tempietto Longobardo e il Complesso episcopale con i resti del palazzo patriarcale di Cividale. Per l'Unesco il progetto rappresenta una novità per vastità e complessità, ma che, a quanto ha assicurato Danielle Gattegno Mazzonis, sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività Culturali, ha tutte le carte in regola per essere accettata. «Sicuramente l'Unesco approverà la candidatura. Per arrivare a questo risultato- ha ribadito la Mazzonis- si è avviato un lavoro collettivo che può essere visionato sul sito (www.patriarcatoaquileia.it, ndr) e che ha accolto un lavoro di scambio di documenti, proposte e intese interamente on line, facendo rete». Il Piano di gestione firmato oggi sarà presentato a fine mese all'ambasciatore italiano presso l'Unesco, che avvierà poi l'istruttoria con l'Icomos, International Council on monuments and sites. Si procederà poi con la prima valutazione della documentazione presentata e con l'ispezione nell'estate del 2008 (a luglio o a settembre) che potrebbe comportare una richiesta di documentazione integrativa da presentare entro gennaio 2009. Se la candidatura sarà accettata, lo sapremo a luglio 2009, quando avverrà la valutazione finale comunicata nella riunione spagnola, a Siviglia. «È un momento importante - ha commentato Carlo Monai - per il buon esito della candidatura di questo progetto nel Patrimonio mondiale dell'Umanità. Un momento che va a premiare il lavoro di tanti: del sindaco della mia città, Attilio Vuga e dell'instancabile Angela Maria Ferroni. Un traguardo per far crescere questo ambizioso progetto che, prima del voto all'unanimità dal Consiglio regionale nel novembre 2003 (sull'ordine del giorno dello stesso Monai, ndr) era quasi dimenticato e che pareva a tanti utopistico.