IL MONUMENTO A Partanna è terminato il restauro di una delle fortezze meglio conservate della Sicilia Il maniero ora può essere visitato in tutte le sue parti Fino al 31 gennaio ogni giorno lingresso è gratuito -------------------------------------------------------------------------------- Dopo una chiusura durata diversi decenni e un restauro lungo due anni curato dalla soprintendenza ai Beni culturali di Trapani ha appena riaperto i battenti il castello di Partanna, nella valle del Belice. Il castello, che resta una delle fortezze meglio conservate della Sicilia, è diventato residenza e simbolo del potere della famiglia Grifeo da quando Ruggero il Normanno espugnò Partanna nel 1076, ponendo fine al locale dominio musulmano. Le sue origini, però, come la cittadina, sono più lontane e risalgono alla preistoria: questa roccaforte fu prima insediamento sicano nel X secolo e poi greco e romano. La struttura medievale del castello è stata più volte rimaneggiata fino al XVII secolo e nel 1968 è stata una delle rare costruzioni a resistere al terremoto della valle del Belice. Oggi il castello Grifeo, che la Regione ha acquisito nel 1981, è tornato visitabile in tutte le sue parti. Nel portale interno che immette alla "Sala del trono" si può ammirare lo stemma dei Grifeo, opera di Francesco Laurana che soggiornò qui nel 1468 e fu anche lautore delle 13 statue, ormai scomparse, che ornavano larea del giardino. Sul lato nord cè da ammirare il portale bugnato di ispirazione manieristica, commissionato dal principe Domenico Grifeo nel 1685. Nella sala del trono si vede laffresco che narra le origini siciliane della famiglia Grifeo e quelle dellintitolazione del feudo. La destinazione finale del castello sarà quella di museo della valle del Belice e diverse sezioni espositive sono già state attivate al primo piano: quella archeologica che ospita i reperti rinvenuti in contrada Stretto, risalenti al periodo tardo Neolitico, ma anche altri reperti dei paesi limitrofi; la sezione etno-antropologica, la pinacoteca con la cinquecentesca pala daltare fiamminga proveniente dalla galleria regionale di palazzo Abatellis. In futuro nelle cantine del castello, dove si conservano delle enormi botti, sarà ospitato il museo del vino, come spazio aperto alle cantine e ai produttori per esporre i propri vini. Sono visitabili anche i sotterranei, con ambienti e celle che si snodano lungo un percorso praticabile dal pubblico. Fino al 31 gennaio il castello resterà aperto tutti i giorni dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15,30 e alle 18,30 con ingresso gratuito.