Pittarello: so che cè grande attesa nel mondo politico e religioso per la Sindone e per il 2011, mi dispiace "Organizzeremo incontri periodici con gli organi di informazione e visite guidate per fare vedere a che punto siamo" -------------------------------------------------------------------------------- «È un cantiere tra i più delicati al mondo, ci faremo governare e condurre dai suoi tempi, quelli dettati dal monumento. So che cè grande attesa da parte del mondo religioso e politico e dei cittadini. Rivolgo però una preghiera a tutti i tipi di autorità: non si può correre per esigenze che non dipendono da un cantiere in cui sono possibili ad ogni momento sorprese, imprevisti. Non intendo al momento comunicare una data di fine lavori. So per certo però che non si possono terminare nel 2009, faremo di tutto per concluderli nel 2011». Sono parole che suonano come un appello quelle del direttore regionale dei beni culturali Liliana Pittarello a proposito del recupero della Cappella della Sindone. Parole che anche vogliono essere definitive, una sorta di risposta ufficiale alle voci che si sono rincorse negli ultimi tempi a proposito delle possibili date di consegna del cantiere, in vista anche di una prossima ostensione del sacro lino. «Il cantiere è governato da una regia capace, si sono avviati dal 2001 in modo continuativo lavori di ottimo livello. Ma la situazione è complessa, non possiamo permetterci di sbagliare per colpa della fretta dettata dalla necessità di rispettare una data». Unoccasione questa per annunciare anche limminente avvio del restauro vero e proprio: «Siamo prossimi al bando di gara per lestrazione del marmo originale, lo stesso usato da Guarini, dalle cave di Frabosa, dopo di che si potrà dare il via al ripristino o alla sostituzione dei conci marmorei gravemente danneggiati dal fuoco». Dopo i primi interventi urgenti per garantire la staticità del monumento, solo dal 2001 la direzione e la soprintendenza piemontesi hanno potuto gestire il cantiere, allindomani cioè dellostensione del 2000. «Si è avviato allora un processo molto qualificato e attento di indagine e studio per conoscere la Cappella, la sua stabilità e il comportamento dei materiali - spiega Pittarello - Si sono indette a questo proposito gare anche europee, i tempi si sono allungati per i numerosi ricorsi presentati dagli esclusi, ma abbiamo sempre avuto ragione noi». Il direttore ripercorre i tempi di un cantiere che lei ha seguito anche da lontano: nel gennaio dello scorso anno è venuta a Torino in quanto membro del Comitato tecnico scientifico del Ministero dei beni culturali incaricato della verifica dei lavori. Ricorda allora le riunioni con larchitetto Mirella Macera, responsabile unico del progetto, con lallora direttore Mario Turetta, con il soprintendente Francesco Pernice, e con léquipe guidata dai professori Marchi e Napoli. E la decisione di proseguire con le prove per cercare di contenere le sostituzioni dei materiali. Il racconto prosegue, si arriva al febbraio 2007, quando viene affidato lappalto per il consolidamento dello "scurolo" (la parte bassa che sta sotto il pavimento della cappella, cui si accede dallabside del duomo), ora in via di ultimazione. Dal marzo dello scorso anno è pronto infine il progetto definitivo del restauro, che comprende anche le prove concrete di smontaggio e incollaggio dei marmi bruciati. Quel progetto cui si darà il via tra breve, appena concluse le gare per affidare lestrazione dei marmi dalle cave di Frabosa. Pittarello non promette date certe, si impegna però a comunicare in modo regolare e trasparente levoluzione dei lavori: «Preferisco dire di volta in volta a che punto siamo. Sarà, questo, un cantiere trasparente, organizzeremo incontri periodici con gli organi di informazione e visite guidate aperte ai cittadini».