«Una città turistica per eccellenza, in forte difficoltà a livello economico, non può continuare ad avere tesori del primo secolo avanti Cristo ancora nascosti e quindi non fruibili»: così il presidente della Libera Associazione politico-culturale "Alternativa moderata" Maurizio Luciani scrive al sindaco Massimo Brunini, al presidente della Associazione Amici di Spoleto Loreto Luchetti ed alla soprintendenza ai Beni culturali affinché venga riscoperta e valorizzata tutta l'area dell'antico ponte Sanguinario attiguo all'Anfiteatro romano ed inserita nel progetto di recupero dell'intero quartiere. «Certo -aggiunge Luciani- l'idea stravolgerebbe anche a livello viario l'intera circolazione tra piazza della Vittoria e piazza Garibaldi con l'inserimento di una moderna e funzionale rotatoria intorno alla fontana di piazza della Vittoria e con lo spostamento dell'area verde sul sito archeologico riscoperto». Il ponte Sanguinario, il cui nome pare derivi da "Sandapilarius", il nome della porta del vicino Anfiteatro, è una struttura del primo secolo avanti Cristo, probabilmente facente parte del complesso dei lavori commissionati da Augusto per migliorare la via Flaminia in quel tratto. Composto da grandi blocchi squadrati in travertino, è lungo 24 metri, largo 4 metri e mezzo e alto 9 metri, con tre arcate delle quali una interrata. Secondo alcuni studiosi il nome "sanguinario" deriva dal fatto che molti martiri furono uccisi nei pressi del ponte ma non è certo. Il ponte fu abbandonato poiché il torrente Tessino spostò il suo letto e quindi venne interrato. Riscoperto nel 1817, fu sistemato sotto la piazza per poter accedere liberamente a Porta Leonina. Oggi, quella struttura potrebbe diventare, secondo la proposta di Luciani, una interessante attrazione turistica.