Le invasioni barbariche escono dai libri dì storia e dai palinsesti televisivi per fare ufficialmente ingresso nellagenda di governo. Grazie a una bozza di ddl del ministero degli esteri che punta a rafforzare la tutela delle opere darte dai saccheggi e dalle devastazioni di potenziali eserciti occupanti. Un provvedimento che arriva con qualche secolo di ritardo, se si pensa alle razzie dei Lanzichenecchi durante il sacco di Roma o alle requisizioni ordinate da Napoleone Bonaparte in tutte le nazioni attraversate alla guida del suo esercito, Italia compresa. Norme di più pregnante attualità se invece sì guarda alle scorrerie compiute durante lultima guerra in Iraq nel Sud del paese dove erano localizzati siti archeologici di straordinaria importanza per la civiltà sumerica. La bozza messa a punto dalla Farnesìna recepisce infatti un protocollo aggiuntivo alla convenzione dellAia per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato o dì missioni internazionali; entrato in vigore il 9 marzo del 2004. Il provvedimento non servirà certamente a far tornare indietro dal museo di Cleveland la croce di Trequanda, capolavoro del gotico senese trafugato durante lavanzata degli alleati, e neppure le Nozze di Cane di Paolo Veronese oggi esposte al Louvre, ma nelle intenzioni dellaccordo siglato dai principali partner occidentali dovrebbe prevenire ulteriori futuri danni al patrimonio artistico minacciato da operazioni militari. Intenzioni ottime anche se di difficile esecuzione. Almeno a giudicare dalle contromisure destinate a scattare nei con fronti di chi, violando lintesa, volesse effettivamente mettere mano ai monumenti disseminati in ogni parte della Penisola approfittando di un ipotetico stato di belligeranza. Il ddi ha messo ruota, infatti, da un lato sullintroduzione dì specifiche misure penali (fino a 15 anni dí reclusione in caso di saccheggio) per chi violerà il trattato mentre, dallaltro, prevede una serie di casi di non punibilità nel caso ìn cui il reato sia stato commesso per "necessità militari imperative". Il testo inoltre stanzia 22 mila euro per garantire la partecipazione di tre esperti delle amministrazioni interessate alle riunioni del comitato internazionale per la catalogazione di beni protetti che si terranno a Parigi ogni due anni.