Il direttore: "Oggi anche un falegname può guidare un teatro dellopera" Toccherà al maestro dirigere domani sera la prima della Manon Lescaut di Puccini Al suo ingresso in sala una vera e propria ovazione con gli orchestrali in piedi "Sono qui solo per amore verso questo teatro e perché me lo ha chiesto il sindaco" --------------------------------------------------------------- Un ritorno da trionfatore. Quando ieri mattina è entrato in sala il maestro Daniel Oren è stato accolto da una vera e propria ovazione dellorchestra, che si è alzata in piedi applaudendolo a lungo. A pomeriggio avanzato, alla conclusione delle prove, lui li ha salutati ringraziandoli: «È sempre un enorme piacere lavorare con unorchestra meravigliosa come questa». Un giorno da leoni, rovinato solo in parte da un incidente: «Quando sono arrivato davanti al mio camerino - racconta Oren - ci ho trovato scritto il nome di un altro direttore, che era stato contattato prima di me». Questa cosa proprio non gli va giù: non il fatto del cartellino, ma che nessuno abbia pensato a chiamarlo subito, fin da domenica scorsa, per sostituire il direttore Riccardo Frizza che aveva annunciato il suo forfait nella Manon Lescaut di Puccini. Già, come mai nessuno lha contattata, maestro Oren? «È quello che vorrei sapere anchio. Ritengo quanto accaduto un fatto gravissimo. Se un teatro dellopera ha un direttore principale, e io lo sono al Carlo Felice, la prima cosa che si fa in unoccasione del genere è contattare lui per vedere se è disponibile a dirigere». Eppure lei ha accettato ugualmente. Come mai? «Lho fatto per amore verso lorchestra, verso questo teatro. E perché me lha chiesto il sindaco Vincenzi». Che lha chiamata personalmente, dopo che lei aveva rifiutato linvito del sovrintendente Gennaro Di Benedetto... «La scelta era caduta su un altro direttore. Sono stato chiamato solo perché qualcuno ha insistito per farmi contattare». Lei condivide la scelta del maestro Frizza di dare forfait? «La risposta lho già data, visto che sono qui a dirigere al suo posto». I rapporti tra lei e Di Benedetto sono notoriamente tesissimi. Lei pensa che potrete ancora lavorare insieme? «Da parte mia garantisco la massima collaborazione. Ma quando si ha a disposizione un nome come il mio bisogna sfruttarlo. A oggi non è stato fatto. E sono stato trattato molto male». Si dice che lei sia stato prossimo alle dimissioni. È rimasto amareggiato per questi comportamenti? «Soprattutto meravigliato. Con una carriera come la mia avrei potuto aiutare il teatro. Invece non mi è stato chiesto alcun appoggio, alcun consiglio. Anzi: Di Benedetto si è rifiutato addirittura di farmi vedere i nomi e i titoli di questa stagione». Ora però lha chiamata il sindaco e lorchestra lha sommersa di applausi. Pensa di poter ricominciare daccapo? «Se il sindaco Vincenzi avrà la voglia di rilanciare questo teatro a livello nazionale e internazionale avrà la mia piena collaborazione. La stessa che non avrei fatto mancare finora, se lavessero chiesta». Proprio mentre le sto facendo questa intervista viene presentato il nuovo direttore artistico, Cristina Ferrari. Voi due avete già lavorato insieme in qualche occasione. Pensa che il vostro sarà un rapporto proficuo per il Carlo Felice? «Ho già collaborato con la signora Ferrari come ho fatto con moltissimi altri personaggi del mondo musicale internazionale. Auspico che il nuovo direttore artistico si consulti artisticamente con me e si possa in questo modo mettere insieme unéquipe, un vero gruppo di lavoro». Lei parla di rilancio internazionale. Non le sembra di esagerare, parlando di un teatro che sembra sullorlo del baratro? «Ma non è affatto così. Il Carlo Felice ha le potenzialità per fare grandi cose. Io ho in testa grandi progetti per questa città e per questo teatro, che condivido con altre persone di grande valore che lavorano allinterno del Teatro dellOpera». Uninversione di tendenza rispetto al presente? «Se mi dicono di guidare una Ferrari, non ne sono capace. Per guidare una macchina complessa come il Carlo Felice bisogna averne le capacità e le conoscenze. Invece la legge ha cancellato certi obblighi e oggi anche un falegname può guidare un teatro dellopera». Peccato che il bilancio del Carlo Felice sia ridotto e che si faccia fatica a tirare avanti... «La mancanza di finanziamenti è un problema a tutti i teatri dellopera. La capacità è quella di combinare grandi nomi con giovani, bisogna essere in grado di trovare lequilibrio. Poi bisogna capire le voci: ci sono bravissimi direttori dorchestra che non sono capaci di dirigere unopera lirica». Nel frattempo si è preso un rischio non da poco venendo a dirigere unopera con solo due giorni di prove a disposizione... «Ma io dirigo unorchestra eccezionale. Per me è una felicità enorme fare musica con musicisti di questo livello. Questa orchestra è fra le migliori dEuropa. Malgrado due soli giorni di prove quella di giovedì sera sarà una grande "Manon"».
GENOVA - Carlo Felice, la rivincita di Oren
Il direttore Daniel Oren ha espresso la sua amarezza per essere stato nominato a sostituire il direttore Riccardo Frizza nella prima della Manon Lescaut di Puccini al Carlo Felice, a causa di un incidente che ha reso impossibile a Frizza di dirigere. Oren ha affermato di aver ricevuto l'invito dal sindaco Vincenzi, che ha chiesto il suo aiuto per il teatro. Ha anche affermato di aver ricevuto un trattamento malevolo da parte del sovrintendente Gennaro Di Benedetto, che non ha voluto mostrargli i nomi e i titoli della stagione. Oren ha anche espresso la sua amarezza per non essere stato chiamato a sostituire Frizza subito, e per non aver ricevuto il suo appoggio.
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