L'architetto anglo-irachena che firma il nuovo museo d'arte contemporanea preoccupata per il distacco di Pio Baldi, responsabile del progetto. Una raccolta di firme di intellettuali a cui aderisce Bonito Oliva AVVICENDAMENTO Non c'è più Baldi alla guida della Dare: per il ministero è un avvicendamento dovuto, ma c'è chi teme rallentamenti al progetto Se putacaso non ve ne ricordate o vi è sfuggito, non lontano dal Parco della musica di Renzo Piano, in via Reni, accanto a una chiesa con cinema parrocchiale, al posto di una ex caserma sta nascendo il Maxxi: è il museo delle arti contemporanee del ministero dei beni culturali e lo sta progettando pieno di curve audaci l'architetto Zaha Hadid. Ma ha perso il suo «padre», se così vogliamo chiamarlo, cioè l'architetto Pio Baldi. Chi esegue il Maxxi è la progettista anglo-irachena. La quale, dal suo studio di Londra, ha aderito a un appello con altri intellettuali perché è molto preoccupata. Un appello - che sta diffondendo ad altri un critico ascoltato come Achille Bonito Oliva - dove si teme che la costruzione del museo subisca rallentamenti perché non avrebbe più alle spalle chi ne ha seguito la difficile gestazione. L'edificio deve essere pronto e inaugurato nel maggio 2009, il ministero nella gestione Rutelli ha stanziato 50 milioni di euro che, integrati da qualche altro finanziamento non ministeriale, possono garantire la prosecuzione dei lavori fino al termine, eppure Zaha Hadid e intellettuali come il sociologo De Masi, il presidente del Censis Giuseppe Roma, il curatore della Triennale di Milano e studioso d'architettura Fulvio Irace, Legambiente, non sono tranquilli. Temono rallentamenti perché non vedono più continuità. Il Maxxi dipende dalla Direzione delle arti e architettura contemporanea, familiarmente la Dare e la Dare è stata creata nel 2001 dall'allora ministro Giovanna Melandri con a capo Baldi il quale ha dovuto battagliare non poco perché il progetto andasse avanti. Sotto Urbani ministro dei beni culturali infatti subì, informalmente ma concretamente, uno stop perché non c'erano soldi. Poi Baldi ha convinto Urbani, poi Buttiglione, il progetto è decollato con Rutelli. Eppure nel recente giro di nomine di dirigenti Baldi ha perso il posto di direttore della Dare. Ufficialmente per un incarico di studio. Nel frattempo la Direzione si è ingrandita, da piccola struttura pilota ha preso altri settori e 5 dirigenti, soprattutto ha acquisito la competenza anche su un elemento cruciale e complesso come il paesaggio: ne è responsabile ora Carla di Francesco, già direttore regionale della Lombardia, architetto sulle cui competenze non c'è tanto da discutere. A lasciare perplessi architetti e appassionati che seguono la nascita del primo museo nazionale italiano sulle arti e le architetture d'oggi sono due aspetti: da un lato la rottura di una continuità su un progetto complesso; dall'altro la mancata conferma di Baldi. Tramite nota ufficiale il capo di Gabinetto Improta spiega che per l'architetto è stato applicato il criterio di rotazione seguito per altri dirigenti con un'anzianità nel loro incarico di almeno 3 anni. Anzi, lui avrebbe ricoperto la medesima carica di dirigente per 10 anni tradendo lo spirito di una legge del 2001. Per Improta il dibattito è «insolito e sorprendente». Però qualche dirigente oltre la soglia dei 3 anni non è stato spostato. Anche se forse l'appello pro Baldi ha funzione preventiva: ufficiosamente sarò lui a condurre in porto il progetto del Maxxi.
Zaha Hadid, appello per il MAXXI
L'architetto Pio Baldi, responsabile del progetto del Maxxi, ha perso il suo posto di direttore della Direzione delle arti e architettura contemporanee (Dare) del ministero dei beni culturali. La sua sostituzione è stata motivata dal criterio di rotazione per dirigenti con almeno 3 anni di anzianità. L'architetto Zaha Hadid continua a progettare il Maxxi, ma alcuni intellettuali e critici temono che la costruzione possa subire rallentamenti a causa della mancanza di continuità. Un appello firmato da Baldi e altri intellettuali chiede di non dimenticare la sua esperienza e il suo contributo al progetto.
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