Quale sara' il destino di tanti capolavori di proprieta' del Banco di Napoli, dal presepe di Palazzo Reale, alle tele di Giacinto Gigante, Luca Giordano, Pitloo e Andy Warhol? E' l'interrogativo posto dalla Falcri (Federazione autonoma lavoratori del credito e del risparmio italiani) che esprime timori per il trasferimento delle opere in altre citta' in seguito all'assorbimento della Banca di via Toledo da parte dell'Istituto San Paolo di Torino. E un consigliere comunale di FI, Nino Funaro, dice: "Evitiamo il sacco del Sud da parte dei colonizzatori piemontesi, cosi' come avvenuto 150 anni fa ai danni del Regno delle Due Sicilie...". Il sindacato teme in particolare che i capolavori vengano trasferiti in altre citta' "come avvenuto recentemente con le opere d'arte della ex Banca Sannitica". La Falcri ha rivolto un appello "alle istituzioni politiche, sociali e culturali e alla cittadinanza di intervenire con forza affinche' le collezioni del Banco rimangano dove sono" e che "le altre opere presenti nei locali di tutte le Filiali del Banco, molte delle quali sono state recentemente restaurate, vengano accolte in musei napoletani per l'esposizione al pubblico, anche al fine di incrementare il flusso turistico". Tra le opere di proprieta' del Banconapoli, oltre al presepe di Palazzo Reale figurano tele di Giacinto Gigante, Bernardo Cavallino, Porpora, Recco, Conca, Luca Giordano, Pitloo, Morelli, Michetti, Gemito, Mancini, De Nittis, Casciaro, Andy Warhol, nonche' importanti opere esposte a Villa Pignatelli che - sottolinea il sindacato - hanno rappresentato "l'evoluzione artistica e culturale del territorio". "Sarebbe una grave perdita per la citta' di Napoli - afferma la FALCRI, nella nota diffusa dalla segreteria del sindacato - se l'ingente patrimonio artistico del Banco, le cui opere rappresentano spaccati di storia del Mezzogiorno, lasciasse il territorio di radicamento storico nel quale si e' costituito nel corso dei secoli". L'organizzazione intende promuovere una campagna di sensibilizzazione , anche con il ricorso a raccolte di firme per una petizione popolare. Sulla vicenda, come detto, e' intervenuto anche Nino Funaro, consigliere comunale di Forza Italia. "No al trasferimento del patrimonio artistico del Banco di Napoli a Torino, dal primo gennaio 2003, a seguito della fusione per incorporazione del Banco di Napoli nell'istituto San Paolo. La direzione di quest'ultimo ha disposto il trasferimento di tutte le opere d'arte di proprieta' del Banco Napoli a Torino. Evitiamo che ancora una volta, i colonizzatori piemontesi, dopo 150 anni, ripetano il sacco del Mezzogiorno cosi' come fatto con il Regno delle Due Sicilie". "Ritengo sia questa un'ulteriore scelleratezza che i piemontesi stanno perpetrando ai danni della citta' di Napoli - ha aggiunto - Faccio appello a tutte le istituzioni locali, Comune, Provincia e Regione e per essi alla Iervolino, a Lamberti e a Bassolino affinche' si eviti questo ulteriore schiaffo alla citta' di Napoli".(ANSA). LN