«Ma ci vorrà un altro anno per sapere dove si costruirà a Carmignano». Le indicazioni arriveranno solo col regolamento -------------------------------------------------------------------------------- CARMIGNANO. «Prima dell'estate dovrebbe essere tutto concluso, con il piano strutturale approvato» azzarda l'assessore all'urbanistica Alberto Pratolini. Ma di fatto occorrerà almeno un altro anno per sapere dove e come a Carmignano si potranno costruire nuove case. Ormai sono quasi dieci anni che in Comune si lavora al nuovo strumento urbanistico, che dovrebbe disegnare la Montalbano del futuro. Due anni fa il piano fu adottato dal consiglio comunale, poi c'è stato il periodo delle osservazioni di tecnici e cittadini: dubbi su riconversioni, proprietari che chiedono di realizzare nuovi insediamenti, famiglie in cerca della possibilità di ampliare la casa per costruire un paio di appartamenti per i figli. In tutto sono state quasi seicento le osservazioni giunte in palazzo comunale. Le ultime sono arrivate quattordici mesi fa e su quelle, in palazzo comunale, si sta ancora lavorando, passate al setaccio per la seconda volta, nonostante che molte, ammette l'assessore Pratolini, saranno giudicate non pertinenti. C'è infatti un equivoco di fondo, diffuso. Il piano strutturale definisce solo gli indirizzi generali, traccia strade e fissa gli orizzonti dell'espansione edilizia, dice quanto di nuovo di potrà costruire ma non dove: questo spetta al regolamento urbanistico, che è ancora tutto da scrivere e che, azzarda di nuovo Pratolini, difficilmente «potrà essere approvato prima di un altro anno». Poi sarà la volta del nuovo regolamento edilizio. Tecnici e cittadini dovranno dunque ancora attendere. Ma il piano strutturale, avvertono dai banchi dell'opposizione in Consiglio comunale, è già vecchio. Non poteva essere diversamente del resto, dopo che due lustri non sono stati sufficienti per scriverlo. E vecchio rischia di diventarlo ancora di più. «Dieci anni fa artigiani ed industriali chiudevano fabbriche e laboratori» spiega il consigliere comunale della lista "Carmignano Sopra Tutto", Mauro Mazzoni. «Fu scelta la strada delle riconversioni, ma oggi siamo ad una nuova inversione di tendenza» aggiunge Mauro Scarpitta (An). Lo ammette anche l'assessore Pratolini: artigiani e industriali chiedono di rimanere, quando non cercano nuovi spazi. Qualche esempio? L'area industriale di via Montefortini, alle porte di Comeana, era destinata ad essere riconvertita. Quasi certamente non lo sarà più. Lo stesso vale, in via Lombarda, per la vecchia fabbrica del Goti: erano previste strutture turistiche. Tutto pare, di nuovo, tornato in alto mare. Discussione aperta anche su Seano. Il principio generale che ha ispirato l'avvio del nuovo piano strutturale nel 1998, sindaco era Vittorio Cintolesi, comunque non si tocca. L'assessore Pratolini, che ha la delega all'urbanistica dal 2006, mette le mani avanti. «La scelta fu allora quella di ridurre al minimo l'occupazione di nuovo suolo: pochissime nuove costruzioni, solo il completamento di alcune area già avviate, spazio a recuperi e ristrutturazioni. E quella - ripete - rimane la scelta anche oggi». Tanta gomma e poco inchiostro e cemento, insomma. Ma allora, si chiedono dai banchi dell'opposizione, perché sono serviti due anni per esaminare seicento osservazioni?