Accolte le richieste dei lavoratori, che esultano: "Per ottenere qualcosa bisogna fare così" Vincenzi apre ai sindacati Manon giovedì in scena Per la direzione dellopera di Puccini si chiederà a Oren di salire sul palco -------------------------------------------------------------------------------- «Giovedì comunque si va in scena» esclama Marta Vincenzi, raggiante, uscendo dallo stanzone al decimo piano del Carlo Felice dove ha incontrato le organizzazioni sindacali del Teatro dellOpera. Risultato positivo e inatteso. Perché allincontro di ieri pomeriggio si era arrivati in un clima di tensione altissima, con metà dei dipendenti già in sciopero e laltra metà sullorlo della proclamazione. «Se il sindaco non fornirà risposte concrete alle nostre richieste - era il leit motiv sindacale alla vigilia dellincontro - faremo saltare la prima della Manon Lescaut il 10 gennaio». «Purtroppo qui funziona sempre così - accusa Roberto Conti, leader dello Snater - che per ottenere qualcosa bisogna dichiarare sciopero, così interviene il sindaco e trova una soluzione. Ma in un teatro normale non dovrebbe essere così. Me ne scuso con il pubblico e con gli appassionati». Anche Nicola Lo Gerfo, segretario Fials, è soddisfatto: «La risposta alle nostre richieste è stata positiva, ora bisogna lavorare perché il protocollo dintesa venga tradotto in pratica». La prima richiesta della Vincenzi, che presiedeva la riunione come presidente della Fondazione Carlo Felice, è invece dura e decisa: «Giù le pistole dal tavolo». Che in gergo sindacal-politico significa: «Lincontro prosegue solo se ritirate proclamazioni e minacce di sciopero». Sgombrato il campo dalle «pistole», si sono affrontati i problemi che più o meno tutte le sigle sindacali hanno messo sul tavolo. Nella sala riunioni Marta Vincenzi era affiancata dal sovrintendente Gennaro Di Benedetto e da Luigi Picena, delegato del Comune nel consiglio damministrazione. Presenti anche i due consiglieri Guido Repetto e Mario Menini, che affiancano Di Benedetto nei rapporti sindacali. La base comune di discussione individuata da Snater, Libersind, Fials, Cgil e Cisl era basata su tre punti: problema dei precari, pianta organica, anticipo sul futuro contratto integrativo. «Su tutti questi punti è stata trovata unintesa - spiega Marta Vincenzi uscendo dalla riunione - O meglio, si è elaborato un protocollo di intesa che permetterà di risolvere i problemi sulla base di un documento condiviso». Primo punto: i precari. «Largomento sarà allordine del giorno del consiglio damministrazione di domani (oggi per chi legge, ndr) - assicura il sindaco - e contiamo di dare una soluzione alla questione». Secondo punto: la pianta organica, che i sindacati vogliono sia riportata ai livelli già concordati. «Se ne parlerà nel protocollo che è in fase di elaborazione» afferma la Vincenzi. Infine il punto più delicato: lanticipazione salariale. «Anche questo è un argomento che verrà affrontato nelle prossime ore - annuncia il sindaco - . Gli ostacoli posti dalla legge Asciutti sono stati infatti superati a fine anno grazie a un decreto del governo. Questa apertura consente di lavorare su un protocollo dintesa per la possibilità di una anticipazione sulla contrattazione aziendale. Il quanto e il quando sarà oggetto di definizione nei prossimi giorni». Se questi erano gli ostacoli più rilevanti sulla strada della pace sindacale, cerano sul tavolo altri temi che comunque costituiscono nodi che aggrovigliano ulteriormente il dialogo. Si va dalla rinuncia del maestro Riccardo Frizza a dirigere la Manon Lescaut perché mancano le condizioni artistiche («Il suo è un comportamento che non esito a definire inaudito - lo bolla la Vincenzi - anche perché ho saputo del suo forfait leggendo i giornali) ai problemi tecnici del teatro («Gli spifferi ci sono da anni - ricorda il sindaco - È vero che bisogna risolvere questo problema, ma non erano mai stati causa di agitazioni»). E poi cè il problema del direttore artistico, figura che manca in organico dal giugno scorso, dopo le dimissioni di Alberto Triola. Su Cristina Ferrari, già individuata come nuovo direttore artistico e che proprio oggi verrà presentata ufficialmente al consiglio damministrazione, la Vincenzi spende parole di apprezzamento e di incoraggiamento: «È giovane, e già questo depone a suo favore - spiega - Inoltre ha caratteristiche professionali che si addicono al posto che lei andrà a ricoprire. Al Carlo Felice serve infatti un "uomo macchina", qualcuno non solo di fornire indicazioni artistiche, ma di tradurle in pratica. Mi fa piacere che a ricoprire questo ruolo sia una persona per la quale questo rappresenta uno scatto di carriera e che quindi abbia forti motivazioni». Quando le chiedono se durante la riunione è stato affrontato anche largomento Daniel Oren, direttore principale in conflitto con i sovrintendente, Marta Vincenzi glissa: «Se ne è accennato». Invece il nome di Oren torna a sorpresa nel dibattito sindacale: «Mi piacerebbe che fosse proprio Oren a sostituire Riccardo Frizza nella Manon Lescaut - lascia cadere Lo Gerfo - Sarebbe un segnale fortissimo per il futuro del teatro». Fantascienza o realtà?