LE FOTOGRAFIE -------------------------------------------------------------------------------- Un itinerario per immagini che permette di rintracciare le costruzioni fortificate legate alla presenza dellimperatore Federico II nella Sicilia centro-meridionale, più precisamente concentrata nella zona circostante Enna. Le immagini di castelli, rocche e torri sono raccolte in un volume realizzato dalla Soprintendenza di Enna per il progetto legato al parco culturale Rocca di Cerere. Dal Castello di Lombardia, tra cortili e Torre pisana, alla torre di Federico, passando per la chiesa Madre di Calascibetta e il priorato di SantAndrea a Piazza Armerina, litinerario rintraccia architetture realizzate specialmente tra il 1231 e il 1250, attraverso una serie di immagini custodite nellarchivio della Soprintendenza ennese, mai pubblicati, per lo più realizzati negli anni Cinquanta. Assoro, Aidone, Leonforte, rivelano così sul loro territorio una ricchezza architettonica poco nota, alla quale Federico II dedicò molta attenzione, trasformando spesso questi edifici in centri dediti alla caccia e allo studio, realizzando tra laltro ad Enna un osservatorio stellare e nei pressi di Pergusa un centro di falconeria talmente importante da fare sì che il castellano fosse nominato direttamente dallimperatore. Paola Nicita LALLARME Confronto sul futuro di Salinas e Abatellis. Leanza promette una soluzione Per larcheologico in lizza il complesso Guglielmo a Monreale e le Poste centrali Lallarme sulla chiusura contemporanea dei musei regionali Salinas e Abatellis si concretizza in un incontro-confronto pubblico, nella sala del Consiglio comunale, per mettere sul tavolo una serie articolata di problemi. E anche per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Liniziativa, lanciata dalle associazioni Amici dei musei siciliani e Dimore storiche, dalle sezioni palermitane di Italia nostra e Fai, da quella siciliana di Salvalarte e dalla Fondazione Salvare Palermo, scoperchia dunque un calderone complicato, che rivela lacune di varia natura, che vanno dallesasperazione dei passaggi burocratici a una certa smemoratezza sulleffettiva importanza del ruolo dei beni culturali nel contesto economico siciliano. Il primo problema che resta da risolvere, comunque, è come gestire una situazione che si annuncia difficile. Ricapitolando: il museo archeologico Salinas va incontro a interventi di restauro e variazioni della struttura per i quali sono stati stanziati 12 milioni di euro. Dove mettere le opere durante la ristrutturazione? Le ipotesi vedono accreditarsi come luoghi espositivi il complesso Guglielmo II a Monreale, seguito dallAlbergo delle Povere, mentre la novità consiste nella proposta delle Poste centrali per ospitare una parte delle collezioni. Per Palazzo Abatellis, invece, le sedi alternative indicate sono Palazzo Galletti, lOratorio dei Bianchi e Palazzo Villafranca. I lavori sono già iniziati e dovranno finire entro questanno, pena la perdita dei finanziamenti europei. Riflettori puntati, oltre che sulle opere e sul "contenitore", anche sullo storico allestimento di Carlo Scarpa. La direttrice del museo Salinas, larchitetto Giuseppina Favara, dice: «Questa attenzione per il museo mi fa piacere, in realtà gli spazi sono necessari al di là dei restauri. Non è esposto, ad esempio, il medagliere: 50 mila pezzi, il più importante del Sud Italia. Il progetto redatto da Stefano Biondo non comprende lallestimento? Stiamo lavorando per costituire un comitato scientifico che possa aiutarci in tal senso». In realtà sono ancora da catalogare le opere in magazzino e perfino parte di quelle esposte, e questo di per sé costituisce un problema. Lassessore regionale ai Beni culturali, Nicola Leanza, rassicura sul lavoro in corso alla ricerca di sedi provvisorie, la soprintendente Adele Mormino sottolinea che in realtà il periodo in cui si accavallerebbero le chiusure dei due musei non sarebbe di un anno, ma di sei mesi: «se rimane invariato il cronoprogramma». Nino Vicari parla a nome delle associazioni che hanno lanciato lallarme sulla chiusura contemporanea dei musei, presenta un documento che sottolinea lurgenza di una conferenza di servizio tra le istituzioni, la catalogazione dei materiali, listituzione di un comitato scientifico e chiede al Consiglio comunale una seduta straordinaria per deliberare su questa emergenza. «I progetti di intervento - sottolinea - dovrebbero essere esposti al pubblico, conosciuti da tutti, magari votati dalla città».