Regione Liguria, Comune della Spezia e Autorità Portuale il 14 dicembre a Porto Lotti è stato premieto il progetto vincitore del concorso di idee per il nuovo waterfront spezzino. Abbiamo esaminato presso il teatro Civico il materiale esposto relativo ai progetti premiati e la prima considerazione che abbiamo fatto è che le idee proposte sono molto aderenti alle indicazioni fornite dagli Enti committenti, mirando tutte all'esigenza di valorizzare e recuperare ad una dimensione urbana le aree portuali di Calata Paita che prossimamente verranno dismesse. Si fa credere così di offrire l'unica occasione per conquistare una nuova compatibilità tra lo sviluppo industriale e quello turistico, e soprattutto, di recuperare il rapporto della città col mare. Risulta veramente difficile credere che questo rapporto fra città e mare si otterrebbe con due tratti di interramento di viale Italia e trasformando la passeggiata Morin, che da sempre ha una forma rettilinea davanti al mare, in una specie di spezzata, rompendo la tradizionale forma che con il tempo è diventata paesaggio e teatro di manifestazioni tanto amate dagli spezzini e non solo in occasione del Palio del Golfo. Le idee presentate nel progetto vincitore avranno sicuramente risposto a principi di "Sostenibilità", "Qualità Urbana", "Sviluppo turistico e Mobilità", principi che erano stati posti come linee guida dal bando. Possiamo anche concordare che il progetto sia raffinato nel disegno della linea di costa e nelle connessioni con la città. Manca però qualsiasi tutela e valorizzazione del senso culturale e ideale che lega i cittadini ad alcuni beni comuni fondamentali, uno dei quali si identifica nella "forma del paese" con le sue eredità culturali. La passeggiata Morin, con la sua forma, le sue palme e i suoi giardini appartiene a tutti così come ora appare e non va modificata. Una cosa si poteva fare da tempo senza bisogno di bandire concorsi. Eliminare gli scarichi inquinanti e maleodoranti. Le idee progettuali premiate non riescono a nostro parere a valorizzare il senso culturale e ideale, tanto meno a indebolire la forza di persuasione contenuta in tante battaglie sostenute per il mantenimento e l'uso del luogo. Insomma, molto semplicemente, non sono stati rispettati e ascoltati i tanti cittadini e i tanti italiani, per i quali alcuni beni comuni come la «forma del paese», le sue eredità culturali, la sua, diciamolo pure, "tradizione identitaria" sono fondamentali. Si tratta di un principio che non è né contrattabile, né commerciabile. Per concludere, ribadiamo che Il paesaggio della passeggiata Morin è un bene che appartiene alla gente. E' un quadro d'autore che tutti hanno il diritto di conoscere e il dovere di farlo conoscere, amarlo e difenderlo e non può essere cancellato né con un concorso di idee, né con un tratto di penna raffinato quanto si voglia. Il Presidente Italia Nostra Liguria Giovanni Gabriele