Due donne si fongono storiche e raggirano il parroco di Roncade trafugando i resti del celebre santo. Spunta l'ombra delle sette Si sono finte studiose di storia per rubare le reliquie di San Cipriano. E' successo a Capodanno nell'omonima parrocchia. Le due donne si sarebbero recate dal parroco Don Abramo il giorno prima del colpo, lo avrebbero convinto delle loro intenzioni, tanto da farsi consegnare un libro di Ivano Sartor sulle reliquie del santo, rubate l'indomani. Poche centinaia di euro il valore dell'oggetto d'argento. Poche centinaia di euro il valore dell'oggetto d'argento, ma non è esclusa la strada del satanismo, «potrebbe essere una profanazione come rito d'iniziazione, anche se di solito si fanno nei cimiteri», ha spiegato Bisetto. I pochi resti di San Cipriano sono contenuti in un reliquario d'argento, a forma di fanale con sezione rettangolare, risalente alla seconda metà del '600. Sul fronte un'incisione in latino, che, tradotta, recita «Barnardo Pontino d'Asolo, e Domenico Sartor e Giovanni Colomatri custodi degli introiti». E' questo il singolare bottino delle due ladre studiose che hanno raggirato Don Abramo l'ultimo dell'anno. Le donne si erano presentate in parrocchia il giorno prima, spiegando di essere storiche interessate ad un ricerca sui santi. Un semplice tranello in cui il parroco è caduto. Anzi, ha prestato loro addirittura il volume di Ivano Sartor in cui è contenuta ala storia del reliquiario. Nella chiesa esistono altri due reliquiari, entrambi del '700, che non sono stati presi in considerazione dalle due ladre. «Il valore economico - spiega proprio Sartor - è di certo scarso. Poche centinaia di euro, ma queste due balorde hanno rubato una testimonianza della storia. Questi oggetti rappresentano dei veri e propri documenti per la comunità locale». Resta dunque ancor più misterioso il movente di un colpo tanto singolare. Sicuramente architettato a tavolino dalle due donne, non sembra certo rappresentare un furto molto redditizio, «e non credo che possa essere fatto nemmeno per collezionismo, ogni chiesa ha reliquie come quelle. Non sono oggetti rari», ha concluso Sartor. Ma allora perchè rubare ciò che è poco più una scatoletta d'argento con dei minimi resti di un santo sigillati all'interno? Un'ipotesi, seppur con la massima prudenza dettata dall'argomento, è stata avanzata da Bepi Bisetto, studioso del mondo settario. «Credo fosse un colpo per pochi euro, ma non posso escludere la strada del satanismo. La profanazione di oggetti sacri rappresenta uno dei riti di iniziazione alle sette», ha spiegato. (03 gennaio 2008)