Vicino al promontorio di Tropea cè un piccolo porto sommerso detà romana, il Forum Herculis. Dal fondale sabbioso affiorano solo le bitte dormeggio, ma si tratta di un sito vasto. Mentre nello Stretto di Messina, davanti a Punta Faro, cè una vecchia nave dei primi del Novecento che andava a vapore con il motore a pale, adagiata a 150 metri di profondità. Sono solo alcune delle scoperte fatte dalla cooperativa Nautilus specializzata in tesori sommersi. Lazienda di Vibo Valentia guida infatti unAti (Associazione temporanea dimprese) di otto aziende incaricate dal ministero dei Beni culturali del progetto Archeomar, un vero e proprio censimento dei tesori coperti dal Mediterraneo in Calabria, Campania, Basilicata e Puglia per tracciare una mappa. Il capitano di Nautilus è Raffaele Greco, un biologo di 47 anni che insieme a una quindicina di neolaureati vibonesi nell85 decise dinon fare la valigia per trovare lavoro e di creare una coop con lobiettivo della ricerca in mare. Lopportunità per quei giovani arrivò con la "legge De Vito", la 4486, che finanziava iniziative di giovani imprenditori attraverso la formula del prestito donore. Nautilus riuscì a spuntare 2,5 milioni divecchie lire, comprò una vecchia barca, la Coopernaut Franca, la trasformò in laboratorio e lequipaggio mise in pratica tutto ciò che aveva imparato nelle aule universitarie. Sembrava una di quelle imprese destinate a fallire in pochi mesi, ma a distanza di 21 anni la coop è una delle più accreditate in Italia per la ricerca oceanografica. Tantè che è diventa capofila nel progetto Archeomar portato avanti da imprese navigate di Marsiglia (Comex), Milano (Sinergis e Tesi), Siena (Cooperativa Archeologica), Messina (Arena Sub), Palermo (Geolab) e Roma (Silenzi Srl). «Il nostro segreto - sottolinea Greco - probabilmente è stato riunire insieme diverse professionalità in unepoca in cui in Calabria cera ancora un individualismo esasperato». La coop, con 28 soci e una cinquantina di esterni, nel 2oo6 ha fatturato 6,2 milioni di curo, occupandosi non solo di cercare tesori con navi laboratorio e robot subacquei, ma anche diindagini geofisiche in mare e a terra. Della Nautilus è la sorveglianza periodica di un lungo tratto del gasdotto algerino che passa sottacqua tra Palermo e Napoli, e la coop ha anche creato per prima in Italia un allevamento di orate e spigole biologiche. Ma nel futuro Nautilus punterà sullambiente. In partenariato con le Università di Padova, Siena e Parma, Greco porterà avanti un progetto da 7,5 milioni dieuro per la creazione di un centro deccellenza per il controllo degli alimenti. E in collaborazione con lExenia Group di Padova ha un programma finanziato con 3 milioni di curo attraverso il Pia (Pacchetto integrato di agevolazioni) Innovazione per lestrazione di acidi polinsaturi (Omega 3) da oli, bergamotto e cedro ma con sistemi naturali e senza solventi chimici. Cioè la base per la produzione di alimenti probiotici preferiti nelle diete di chi vuol mangiare sano.