Lavori bloccati in via Caboni. Il tribunale ha messo sotto sequestro il cantiere della ditta di Antonio Puddu: un passo operativo, e molto deciso, dell'i nchies ta della procura sulla ipotizza ta irreg olarità delle concessioni edilizie rilascia te dal Comune. L' area dove stavano sorgendo due palazzine è a meno di cento metri dalla recinzione del convento delle suore, strut tur a sottoposta a vincolo dal piano paesistico regionale. Non sarebbe stata rispettata la distanza, cento metri appunto, oltre la quale è possibile costruire se nella zona c'è un "bene identitario", ossia riconosciuto merite vole di tutela. In via Caboni gli operai hanno lavorato fino a mercoledì. Ie ri lo stop, con i sigilli affissi dagli uomini del nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale. Sequestro preventivo secondo l'ar ticolo 321 del codice di procedura penale, dice il breve testo che accompagna il provvedimento attaccato accanto ai due ingressi del cantiere. L' accesso è bloccato, mur atori e tecnici dovranno fermarsi, almeno fi no a quando non verr anno chiariti tutti i contorni di questa vicenda fatta di vincoli paesaggistici, concessioni rilasciate dagli uffici comunali di Na - zario Sauro, esposti, palazzinari e sviluppo urbanis tico della città. Settore che, soprattutto nella zona che circonda la basilica di Bonaria, sta vivendo uno periodo difficile. C'è la questione dell'ex B iochimico, un cantiere aperto che ha attir ato l'attenzione della Pr ocura perché sarebbe troppo vicino all'antica chiesa di San Saturnino. C'è il blocco del progetto di via Mi lano, che prevedeva la nascita di una palazzina in uno spazio verde a pochi metri dalla basilica che domina il golfo. In quel caso l'alt ai lavori èarriv ato dalla Regione. In via Caboni è par tita un'ordinanza del Gip che segue le indagini condotte dal pubblico minis tero Andrea Massidda. Il procedimento è penale. IN RE GOLA. Secondo l' impresa Puddu non c'è stata alcuna violazione delle norme. Il pannello all 'esterno del cantiere ripor ta gli estremi della concessione che ha dato il via libera ai lavori: è la numero 839 del 6 agosto dell 'anno appena trascorso. «Siamo in attesa di poter conoscere gli atti e valutarli», dice Francesco Va rgiu, responsabile dei lavori per conto dell'i mpresa, «vogliamo essere certi di cosa ci viene contestato. Ma siamo tranquilli: prima di procedere abbiamo ottenuto tutti i nulla osta necessari anche dalla soprintendenza ai beni archeologici, i loro tecnici erano da noi quasi ogni giorno per controllare che tutto fosse in regola. E lo è». Res tano la spada di Damocle dei beni identitari e la certezza di un sequestro del cantiere. «T utto dovrebbe dipendere dalla distanza dal muro di cinta del convento delle suore e da due garit te, che potrebbero essere vincola ti perché consider ati come un contr affor te». Qualcosa di simile alle mur a del Bas tione, per capire. «Un a concezione», continua Va rgiu, «della quale non si sono fidate nemmeno le suore, visto che hanno sopraelevato il muro con una recinzione metallica. Figuriamoci prima, che grande funzione di difesa poteva avere». I m etri che separano la gru dal muraglione sono meno di cento, è certo. Resta da capire se la concessione era regolare o no.