Lo statuto esclude per quest'anno l'ingresso di soci, ma dal 2009 dovranno portare almeno 2 milioni di euro Nasce la Fondazione dei Musei civici veneziani. Statuto e convenzione sono state approvate dalla Giunta pochi giorni prima della fine del 2007, e tutto passerà ora al vaglio della commissione competente venerdì prossimo, per poi approdare in Consiglio comunale. Ma intanto un nodo sembra essere stato risolto: quello della gestione di Palazzo Ducale, mentre resta ancora vaga la partecipazione dei soci privati: per quest'anno non se ne parla. Solo dal 2009 è previsto infatti l'ingresso dei privati che dovranno portare 2 milioni di euro. Quanto a Palazzo Ducale, la Soprintendenza aveva sollevato dubbi sull'utilizzo che il Comune vuole fare del prestigioso edificio che, in realtà, è la vera garanzia per attrarre l'attenzione degli investitori privati. C'era poi il nodo della proprietà di Palazzo Ducale, che è del Demanio, ma tutto è stato risolto con lo stratagemma di escludere il Ducale, le Prigioni e parte del Palazzo Reale (che sono dello Stato) dal conferimento alla Fondazione. In realtà, come spiega il direttore dei musei civici Giandomenico Romanelli, si tratta solo di una formalità perchè il Comune non può affidare alla Fondazione dei beni che non gli competono, ma la gestione dei servizi sarà comunque unificata e affidata alla Fondazione. La Fondazione dovrà ottimizzare l'offerta e la fruizione di attività e beni culturali, nonché promuovere e diffondere il sistema dei musei locali. Il patrimonio immobiliare e mobiliare di proprietà del Comune verrà affidato in uso gratuito alla Fondazione per 30 anni. Ossia, Ca' Rezzonico con scoperto e pertinenze, Ca' Pesaro, Palazzo Mocenigo, Casa di Goldoni, Fontego dei Turchi, Palazzo Giustinian a Murano con scoperti e pertinenze ex Conterie, Museo del Merletto di Burano, Torre dell'Orologio, Palazzo Pesaro degli Orfei e Museo Fortuny. La Fondazione sarà costituita da un consiglio di amministrazione (composto da 5 a 7 rappresentanti, tutti nominati dal "Fondatore promotore", cioè il Comune), un presidente e un direttore (nominati dal Cda), un comitato scientifico e un comitato di direzione (scelti e nominati dal Cda tra personalità di prestigio), più il collegio dei tre Revisori dei conti nominati dal Comune. La manutenzione ordinaria del patrimonio immobiliare spetterà alla Fondazione, mentre il Comune avrà in carico gli interventi di manutenzione straordinaria. La gestione dei musei, recita la convenzione, dovrà svolgersi in condizioni tali da consentire il conseguimento di un risultato economico in pareggio. A fronte degli oneri sostenuti per la gestione dei musei, alla Fondazione competeranno le entrate derivanti dai biglietti di ingresso, i ricavi ottenuti dallo svolgimento di attività ausiliarie connesse, eventuali altre entrate derivanti da sponsorizzazioni. Il passo successivo alla creazione della Fondazione, e alla sua comunicazione, sarà quello di fornire strumenti innovativi al visitatore, avvicinare la comunità scientifica e non alle attività promosse dai musei, porli al centro della vita culturale della città, attrarre nuovi partner e promuovere servizi di nuova generazione. Per quanto riguarda il bilancio, probabilmente ci sarà un incremento dei costi generali di gestione di circa il 10 per cento dovuti all'assunzione in conto proprio di servizi e una riduzione per quanto riguarda reti, utenze, pulizie e forniture. Alla luce dei trend economici dei musei nella convenzione si fa una proiezione di entrate e di partecipazione dei futuri soci: per quest'anno sette milioni e 700mila euro di entrate da attività diretta e nessuna partecipazione; per il 2009 otto milioni e 100mila euro con una partecipazione di soci esterni (pubblici o privati, tra cui uno dei primi potrebbe essere monsieur Pinault di Palazzo Grassi) pari a 2 milioni; per il 2010 otto milioni e 500mila euro di entrate e 3 milioni dai soci. Per quanto riguarda il fondo di dotazione, si prevedono 500mila euro versati dal Comune e il diritto di usufrutto dell'immobile ex Pilsen (Bacino Orseolo) per ospitare le attività di supporto logistico e gestionale per le funzioni del Museo Correr e dell'intera struttura museale per la parte non alienata. Il fondo di gestione è invece costituito dalle rendite dei proventi derivanti dal patrimonio e dalle attività della Fondazione, da eventuali donazioni o disposizioni testamentarie, da eventuali contributi dello Stato o di enti pubblici, dai ricavi delle attività istituzionali.