Anche Italia Nostra si inserisce nelle polemiche seguite al divieto, imposto dal sindaco Giancarlo Scottà, di tumulare suor Stefania Piccin, deceduta prima di Natale dopo 69 anni di clausura, nella cappella gentilizia del monastero cistercense. La religiosa attualmente riposa nel vicino cimitero comunale, ma le consorelle vorrebbero che tornasse all'interno del convento. Il provvedimento di Scottà è già stato censurato da molti ex amministratori vittoriesi. A rincarare la dose ci pensa ora Italia Nostra, che in una lettera inviata al prefetto di Treviso Vittorio Capocelli e al direttore regionale dei beni culturali Ugo Soragni «stigmatizza» l'operato del sindaco. «Ormai nella questione è coinvolta anche la Morte - scrive il presidente della sezione sinistra Piave di Italia Nostra, Francesco Scarpis - la sepoltura negata tende sempre allo stesso scopo perseguto dall'amministrazione comunale: la soppressione del Monastero». Scarpis entra poi nel dettaglio: «E' noto - spiega - che la cappella, fin dal 1969, è stata utilizzata come sepoltura delle consorelle defunte, come testimoniano le numerose autorizzazioni in tal senso. Non si giustifica perciò il provvedimento sindacale, in contrasto con la precedente prassi e con i provvedimenti delle autorità sanitarie, tutti positivi. Si potrebbe ravvisare - sostiene Scarpis - anche la figura dell'eccesso di potere. Ci rivolgiamo pertanto al direttore regionale dei beni culturali affinché rafforzi i vincoli sul complesso monumentale e l'antico brolo di pertinenza e al prefetto della Provincia di Treviso affinché valuti sotto ogni aspetto il comportamento del sindaco» conclude Scarpis, secondo il quale «la guerra intentata dal primo cittadino al monastero ha raggiunto livelli veramente inimmaginabili tali da creare sconcerto nell'opinione pubblica».
CASO MONASTERO Vittorio Veneto Sepoltura vietata, lettera di Italia Nostra al Prefetto
Il sindaco di Treviso, Giancarlo Scottà, ha imposto di non tumulare suor Stefania Piccin, una religiosa deceduta dopo 69 anni di clausura, nella cappella gentilizia del monastero cistercense. La religiosa attualmente riposa nel cimitero comunale, ma le consorelle vorrebbero che tornasse all'interno del convento. Italia Nostra ha censurato il provvedimento di Scottà e ha inviato una lettera al prefetto di Treviso e al direttore regionale dei beni culturali. Il presidente di Italia Nostra, Francesco Scarpis, sostiene che il provvedimento è in contrasto con la precedente prassi e con i provvedimenti delle autorità sanitarie.
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