I sette sogni Pantelleria, Eolie, Egadi e Iblei. Queste le quattro zone protette individuate nella Finanziaria nazionale con un provvedimento contestato dall'assessore regionale al Territorio, Rossana Interlandi: "Vincoli troppo rigidi, la competenza è nostra" Lamministrazione regionale si oppone allistituzione dei primi quattro parchi nazionali in Sicilia, prevista da un provvedimento contenuto nella Finanziaria del governo Prodi. La proposta prevede la nascita dei parchi dei monti Iblei, delle Egadi, delle Eolie e di Pantelleria. Ma l'assessore regionale al Territorio, Rossana Interlandi, non ci sta e contesta al ministro per lAmbiente Alfonso Pecoraro Scanio il metodo e le scelte fatte. Il metodo, perché - sostiene - "lo Stato non può istituire proprio nulla sul territorio siciliano. In base alla legge sui parchi nazionali del '91 e al nostro Statuto, la materia urbanistica in Sicilia è soggetta alla potestà legislativa esclusiva dellArs". In più, secondo l'assessore, "le norme nazionali sono meno democratiche di quelle siciliane". La Interlandi sottolinea come la legge regionale, a differenza di quella nazionale, dia ai consigli vera e propria facoltà di decidere ed esprime le sue perplessità sulla rigidità dei vincoli statali e sulle possibili ricadute in termini di sviluppo. Altri amministratori locali hanno sposato i dubbi della Interlandi, ma c'è anche chi sorvola sulla natura nazionale o regionale per sottolineare l'importanza dei parchi in sé e puntare il dito contro la paura delle regole e dell'impossibilità di violare, "in un territorio in cui è sempre forte la minaccia ambientale costituita dagli impianti eolici e dalle trivelle, quella denunciata da Camilleri". Nella battaglia dei parchi, poi, il governo regionale paga due handicap: la mancanza di risorse e i ritardi dellArs nel legiferare sulle aree protette. Tu che ne pensi? (04 gennaio 2008)
SICILIA: La battaglia dei parchi naturali. La Regione: "No alle aree decise da Roma"
La regione Sicilia si oppone all'istituzione dei parchi nazionali per i monti Iblei, Egadi, Eolie e Pantelleria, prevista dalla Finanziaria del governo Prodi. L'assessore regionale al Territorio, Rossana Interlandi, contesta il metodo e le scelte fatte dal ministro per l'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, affermando che lo Stato non può istituire nulla sul territorio siciliano senza il consenso della regione. La Interlandi sostiene che le norme nazionali sono meno democratiche di quelle regionali e che la legge regionale dà ai consigli vera e propria facoltà di decidere.
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