Se non vi erano più dubbi sul restauro del meccanismo dell'antico orologio, ora la storia degli automi si arricchisce di un'altra interessante novità. In una recente visita in città, il soprintendente per i beni architettonici e per il paesaggio delle Marche, Giangiacomo Martines, e un'equipè di tecnici dell'istituto di restauro di Firenze si sono dimostrati disponibili all'idea di far tornare gli automi a danzare sulla torre civica. «Il nostro primo obiettivo è quello di rimettere in funzione il meccanismo dell'antico orologio - sottolinea Giovanni Di Geronimo, assessore al centro storico - Così ci saranno tutte le condizioni per far seguire a questi lavori la clonazione degli automi, necessaria perché le statue originali non sono resistenti agli agenti atmosferici, e la loro ricollocazione sulla torre». Il tutto sarà ufficializzato da una convenzione che il Comune di Macerata stipulerà con la soprintendenza regionale e l'istituto fiorentino. Seguirà poi l'istituzione di un comitato tecnico, al quale sarà invitato a partecipare anche Alberto Gorla, uno dei maggiori esperti internazionali in restauro di orologi antichi e autore di un'ampia relazione sulle modalità del restauro. Il meccanismo, che si trova dietro la lapide a Vittorio Emanuele II e che un tempo faceva muovere gli automi, a breve sarà oggetto di un attento studio da parte di alcuni esperti. «Per alcuni giorni i tecnici rimarranno in città per fotografare ed analizzare il meccanismo, tutte le sue parti e i pezzi dell'antico orologio - aggiunge Di Geronimo - Durante la visita hanno già notato che manca un pezzo nel meccanismo e verrà ricostruito». «Per quanto riguarda la lapide a Vittorio Emanuele II voglio tranquilizzare tutti: sarà collocata in un posto dignitoso - conclude l'assessore - Bisogna dare spazio all'orologio, un pezzo di grande pregio, ma non abbiamo intenzione di dimenticare la lapide, anch'essa importante». E sarà sicuramente un anno indimenticabile il 2010: la città rivedrà danzare gli automi in concomitanza degli eventi in occasione del quarto centenario della morte di Padre Matteo Ricci.