ESPOSTO alla Procura: i giornali ne parlano, ma il Ministero fa finta di nulla. Presentato dal sindaco di Monteleone di Spoleto Nando Durastanti, accompagnato dall'avvocato di Norcia Iolanda Caponecchi, l'esposto è ormai sul tavolo del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto. Parliamo, naturalmente, dell'esposto contro il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, al centro delle polemiche sul suo atteggiamento del tutto incomprensibile a proposito della battaglia per riportare in Italia la Biga di Monteleone. Alcuni giornali, primi fra tutti "Il Messaggero" del 6 dicembre scorso ("La biga trafugata. E' sempre più il carro degli intrighi"), ma anche il "Corriere dell'Umbria" e "Il Giornale dell'Umbria", hanno riferito puntualmente l'iniziativa del comune di Monteleone. Ma molti siti internet si sono impossessati della notizia, dedicandole molto spazio e forum di discussione. Basta andare su Google e cliccare "Procura repubblica biga monteleone" e vedere il lungo elenco di siti che si sono occupati del caso. Tra l'altro, l'articolo de "Il Messaggero" è stato ripreso interamente dal sito "Patrimoniosos.it" (In difesa dei beni culturali e ambientali), che dedica da molti anni spazio e attenzione ai problemi che riguardano il patrimonio culturale italiano. Però il ministero guidato da Francesco Rutelli ignora tutto questo. L'Ufficio stampa del ministro sta operando un vero lavoro di disinformazione su tutto quello che accade attorno alla "biga rapita". Una nota ufficiale avverte che "l'Ufficio Stampa è un ufficio in diretta collaborazione del Ministro. Occupa un ruolo strategico nel panorama della comunicazione istituzionale del Ministero dei Beni e le attività culturali, in quanto promuove l'immagine del Ministro, del Ministero e delle sedi periferiche, cercando di far conoscere e apprezzare le iniziative culturali anche al fine di migliorare e valorizzare i servizi offerti al cittadino. Coordina la propria attività con l'Ufficio del Portavove, a supporto del vertice politico. Le attività di informazione sono svolte da un'apposita area dell'Ufficio che cura i collegamenti con gli organi di informazione nazionali ed esteri". Una delle funzioni dell'Ufficio stampa è la cura della Rassegna stampa quotidiana che viene fornita dal primo marzo 2007 dalla società "L'Eco della Stampa" ed è elaborata dall'Ufficio stampa, "al fine di effettuare un monitoraggio delle notizie sui quotidiani e periodici relative ai beni culturali, alla tutela del paesaggio, allo spettacolo e alle grandi questioni culturali". Bisogna riconoscere che la rassegna offerta dall'ufficio stampa del ministro Rutelli funziona abbastanza bene. E' molto ricca di segnalazioni di articoli di quotidiani e newsmagazine italiani e stranieri. E' una fonte molto ricca dalla quale è possibile attingere notizie, informazioni e spunti per polemiche e discussioni. Però: c'è un grosso "però" da mettere subito avanti. La ricca e puntuale rassegna del ministero di via del Collegio Romano pecca, secondo me, molto gravemente di parzialità. In che senso? Nel senso più semplice: quando una notizia non va a genio a chi guida il ministero, non passa. Insomma, se qualche giornale riferisce puntualmente i resoconti di una vicenda invisa al ministero, state pur certi che la rassegna quei resoconti li ignora completamente. Dov'è il famoso monitoraggio tanto vantato? E' il caso, davvero emblematico e clamoroso, della biga di Monteleone e della battaglia sostenuta dal Comune umbro per riavere il carro etrusco rubato dal banchiere americano JP Morgan ed esposto dal 1904 al Metropolitan Museum di New York. Infatti, la rassegna "elaborata dall'ufficio stampa" del ministero dei Beni culturali fino ad oggi ha ignorato sistematicamente e caparbiamente ogni notizia pubblicata sulla presentazione dell'esposto del sindaco Durastanti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto. Certo, la notizia non è di quelle che può far piacere al ministro, ma una rassegna stampa di un ministero non può permettersi all'alba del 2008 di ignorare una notizia pubblicata dai giornali relativa a una importantissima querelle internazionale che investe un reperto archeologico italiano di inestimabile valore. La rassegna stampa del 27 dicembre ha segnalato un articolo pubblicato dal "Corriere del Giorno", quotidiano di Taranto. L'articolo informa che a cura di Vittorio Del Piano è stata inviata una lettera aperta al ministro Rutelli per invitarlo a riportare a Taranto la statua della "Dea in trono di Taranto", che risale al VI-V secolo a.C., conosciuta come la "Persefone Gaia". La scultura, trovata in uno scavo a Taranto nel 1912, venne trafugata in Francia e, alla viglia della prima guerra mondiale, fu messa in vendita all'asta in Svizzera e comprata dall'imperatore di Germania, il Kaiser Guglielmo II. Oggi la statua si può ammirare in una sala del Pergamonmuseum di Stato di Berlino. Ebbene, la rassegna ha segnalato questo articolo. Come mai? C'è una spiegazione. Il comitato che ha deciso di ingaggiare una battaglia per il ritorno della statua a Taranto aveva inviato in precedenza una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Questa iniziativa era stata segnalata al ministero dei Beni culturali. Dobbiamo sospettare, in assoluta buona fede, che soltanto il riferimento alla lettera inviata al Capo dello Stato abbia potuto convincere gli incaricati della rassegna stampa del ministero dei Beni culturali a inserire anche l'articolo del "Corriere del Giorno" di Taranto? In attesa di una risposta, che certamente non arriverà, noi ci consoliamo andando su Google. Almeno il motore di ricerca non guarda in faccia a nessuno.