Nel mirino i piani edilizi che a detta degli autori della mozione «stravolgerebbero l'assetto paesaggistico» C'è un sindaco che cade sul cemento Quattro donne tra i sette firmatari della sfiducia. Cattaneo: «Amareggiato ma politicamente sereno» È già stata ribattezzata la ?mozione di sfiducia in rosa?, visto che dei sette consiglieri firmatari ben quattro appartengono alle rappresentanti del gentil sesso, sia di maggioranza che d'opposizione. Da ieri mattina sul sindaco Adriano Cattaneo si è abbattuta una bufera senza ritorno, con una mozione di sfiducia che porta in calce come prima firmataria l'assessore della prima ora, Rosa Bianchi, con delega a bilancio e commercio. Dopo tre anni di tormentato navigare la maggioranza uscita vincitrice dalle elezioni del 2004 con soli sei voti di scarto si è frantumata come neve al sole. Sui metri cubi previsti nel nuovo piano di governo del territorio, che era praticamente in dirittura di arrivo. «Ritenendo insostenibile la generale situazione politico-amministrativa in cui versa il nostro amato paese i sottoscritti consiglieri Rosa Bianchi, Fiorella Biesuz, Ileana Cattaneo, Paolo De Cecchi, Giorgio Monti, Angela Ostini e Federico Penati ribadiscono la ferma volontà a sfiduciare il sindaco Adriano Cattaneo nella prossima riunione del consiglio comunale ? recita la mozione -. Ci assumiamo la piena responsabilità di consentire ai cittadini di Cassina Rizzardi di esprimere la fiducia a una nuova migliore compagine amministrativa più rispettosa dell'uomo, del territorio e dell'ambiente». Nel documento, che spalanca di fatto le porte al commissario prefettizio, sono riportati i tre atti di accusa al sindaco Cattaneo, riferiti principalmente al nuovo strumento urbanistico in fase di elaborazione e che avrebbe dovuto ?rottamare? quello vigente, approvato nel 1972. «Non condividiamo più ? scrivono i sette consiglieri - la posizione assunta dal sindaco di dilatare ulteriormente la tempistica di adozione del nuovo strumento urbanistico, in attesa di piani integrati (di via 4 Novembre e Lambertenghi) che modificherebbero pesantemente l'intero assetto paesaggistico e viabilistico, con gravi ricadute sulla infrastrutture e sui servizi alla popolazione. Così come non condividiamo la proposta di ampliamento del piano industriale (di via Manzoni) in fase di completamento, che già rientra una già delicatissima situazione di viabilità del comparto, e più in generale di vivibilità per i cittadini». In base alla legge e allo statuto comunale, la mozione di sfiducia dovrà essere votata in aula, per appello nominale, entro e non oltre il 4 febbraio. «I numeri mi danno torto e sono pronto a lasciare tranquillamente ? è stato l'unico commento del sindaco -. Sono umanamente amareggiato ma politicamente sereno. L'ultima soddisfazione che mi vorrò prendere sarà però quella di guardare in faccia coloro che mi sfiduceranno pubblicamente». Dario Lucca