Pompei. Condoni edilizi «1985-1994»: l'esame delle quattromila pratiche entro il 2008. Quindici milioni di euro l'introito previsto per le casse comunali. Il Comune ha affidato a uno staff di esperti la valutazione delle numerose richieste di sanatoria, presentate dai cittadini che hanno realizzato una costruzione abusiva prima del 1985 e del 1994 nella zona rossa, che da un ventennio giacciono negli scaffali dell'ufficio tecnico comunale. Il 21 dicembre 2007 l'ente, attraverso una gara d'appalto, ha dato mandato alla ditta «Rina-Industry» di Genova di gestire il servizio tecnico-amministrativo del condono, finalizzato all'analisi delle domande pervenute. «Chiuderemo finalmente un capitolo lungo e annoso per la comunità cittadina», ha detto con soddisfazione il sindaco Claudio D'Alessio. «In questo modo si restituirà giustizia e legalità alla città - ha continuato il primo cittadino - nonché serenità alle tante famiglie che attendono con ansia e speranza il risultato di tale analisi. Il denaro che incasserà il Comune sarà destinato al risanamento delle zone periferiche della città». Quattromila edifici abusivi, realizzati nella città a più alto tasso di vincoli (archeologico, ex legge Galasso, idrogeologico, e rischio Vesuvio-zona rossa) stanno, dunque, per ricevere il «certificato» di legalità. Il pool di esperti, nominato dal Comune, ha il compito di esaminare gli illeciti e pronunciarsi in merito, bocciando o approvando la sanatoria. I tecnici stanno studiando le pratiche con la lente d'ingrandimento per scoprire i grandi abusi «incondonabili». Alcuni cittadini «furbetti», rei di aver costruito senza autorizzazione comunale, infatti, hanno presentato una richiesta di sanatoria frazionata, cioè con più pratiche di condono per lo stesso stabile illegale. Cosicché un abuso speculativo, erroneamente, può essere trattato al pari di un abuso a misura di famiglia. I condoni del 1985 e del 1994, infatti, consentivano di sanare gli abusi valutati per «unità abitativa»: un condominio anche enorme, frazionato in più pratiche di condono riguardanti singole unità abitativa, diveniva sanabile nella sua interezza.