L'idea era stata coltivata a lungo, combinando la passione intellettuale e l'attenzione a un mercato e a un sistema economico dallo sviluppo impetuoso (e contrad-dittorio). Poi un anno di gestazione. Adesso l'atto di nascita: da martedì scorso, 11 novembre, esiste la Fondazione Italia-Cina, creata per dare coerenza e continuità ai legami e agli scambi tra i due Paesi, coinvolgendo non solo il mondo imprenditoriale ma anche le istituzioni. Il progetto, realizzato in accordo con i ministeri degli Esteri e delle Attività produttive, è opera di Cesare Romiti, che è stato nominato presidente della Fondazione e considera la «nuova realtà associativa» necessaria a «trasmettere un segnale concreto dell'attenzione con cui l'Italia guarda alla Cina e ne riconosce l'acquisita e crescente importanza nel contesto internazionale». La Cina membro del Wto, che si apre agli investimenti e che a sua volta investe, la Cina, che offre al mondo un mercato potenzialmente sterminato, merita non solo attenzione ma anche una adeguata visione: «L'obiettivo sostiene dunque Romiti è di ricondurre, in accordo con il nostro governo, a un'unità strategica le relazioni Italia-Cina, fin qui per lo più frammentane .e discontinue». La Fondazione trova il terreno d'azione in buona parte dissodato da realtà già esistenti: l'Istituto italo-cinese (del quale Romiti è presidente e Giulio Andreotti presidente onorario), frutto dello slancio pionieristico di Vittorino Colombo, (scomparso nel '96), precursore dei rapporti con la Repubblica Popolare quando questa era ancora impregnata dell'ortodossia maoista e la Camera di commercio italo-cinese. E, se naturalmente la Camera di commercio è attiva sul fronte economico, l'Istituto anche attraverso la pubblicazione del trimestrale Mondo cinese svolge un lavoro sul versante culturale. «Le delegazioni da sole non bastano più. Ecco: la Fondazione spiega Alcide Luini, direttore dell'Istituto non vuole essere un terzo ente che si somma ai due esistenti. Ma grazie alla sua! specificità, cioè il convolgimento di interlocutori politico-istituzionali, punta a orientare strategicamente. Istituto e Camera di commercio continueranno con le loro iniziative ciascuno come una sorta di braccio operaio della Fondazione». I soci fondatori comprendono Alitalia, venerali, Banca Intesa, Bracco, Capitalia, Eni, Fondazione Edison, Fonsai, Ice, Impregno, Mps, Merloni, Parmalat, Pirelli, Uni-credit e Camera di commercio di Milano. Da definire ancora la composizione del consiglio d'amministrazione. Avranno un esponente ciascuno i ministeri degli Esteri, delle Attività produttive, dell' Istruzione, Università e Ricerca scientifica, dei Beni culturali; parteciperanno le Regioni Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. I soci fondatori che si aggiungeranno a quelli che hanno sottoscritto l'atto costitutivo potranno indicare un loro rappresentante in un consiglio che già conta Francesco Men-gdzzi (Alitalia), Sergio Balbinot (Generali), Corrado Passera (Banca Intesa), Diana Bracco (Bracco), Massimo Sordi (Camera di commercio Milano), Cesare Geronzi (Capitalia), Vittorio Mincaito (Eni), Umberto Quadrilo (Fondazione Edison), Jqnella Ligresti (Fondiaria Sai, Ugo Calzoni (Ice), Piergjorgio Romiti (Impregilo), Bruno Brioni (Monte dei Paschi di Siena), Francesco Merloni (Mts Merloni), Calisto Tanzi (Parmalat), Riccardo Perissici, (Pirelli), Pietro Modiano (Unicred ito Italiano). LA FONDAZIONE E' stata costituita lo scorso 11 novembre, suo presidente è Cesare Romiti (nella foto): coinvolge mondo imprenditoriale e istituzioni GLI SCAMBI Alla fine di marzo le imprese italiane avevano in Cina 1.892 progetti già realizzati, per un valore di oltre 3 miliardi di euro. Per il 58,4 le esportazioni italiane in Cina sono macchinali L'export cinese in Italia è cresciuto del 35 dal giugno 2002 al giugno 2003, mentre l'export italiano in Cina è calato del 41 nello stesso periodo
E' nata la nuova Fondazione che unirà Italia e Cina. Una strategia per l'amicizia
La Fondazione Italia-Cina è stata creata il 11 novembre per dare coerenza e continuità ai legami e agli scambi tra l'Italia e la Cina. La fondazione è stata realizzata in accordo con i ministeri degli Esteri e delle Attività produttive e ha come presidente Cesare Romiti. L'obiettivo della fondazione è di ricondurre le relazioni Italia-Cina in un'unità strategica. La fondazione trova il terreno d'azione in buona parte dissodato da realtà già esistenti, come l'Istituto italo-cinese e la Camera di commercio italo-cinese. La fondazione non vuole essere un terzo ente che si somma ai due esistenti, ma piuttosto punta a orientare strategicamente gli scambi tra i due Paesi.
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