CASOLE D'ELSA - Davvero un' annataccia per l'amministrazione ai Casole d'Elsa e per chi ha investito sul mattone in questo comune. In seguito ad un esposto di alcuni cittadini la procura di Siena è riuscita ad emettere, per ora, ben 32 avvisi di garanzia per i reati di abuso edilizio, inquinamento e altro. Una indagine a tutto campo come si suol dire, partita dalla lottizzazione di San Severo, un mega villaggio vacanze ricavato da un podere completo di annesso e Stalla. La scintilla scocca a gennaio. Mentre l'esposto viaggia verso il palazzo di giustizia di via Franci, alcune lettere di protesta da parte dei cittadini giungono alla redazione del nostro giornale. Gli uomini della pg, carabinieri e forestale non ci impiegano più di tanto a scoprire che i volumi di quei nuovi alloggi sono gonfiati, ben lontani dal consentito e si paventano all'orizzonte una serie di anomalie e scorrettezze che portano gravi conseguenze: il blocco dei cantieri che impiegano dozzine di addetti e sigilli a catena che mettono in difficoltà trattative economiche già ben avviate. San Severo - Il primo ad essere preso di mira è il cantiere di San Severo, con la notifica di ben sei avvisi di garanzia per altrettante persone responsabili della progettazione e dell'edificazione di un vero e proprio borgo-vacanze sorto in uno degli scorci più belli e incontaminati della campagna senese. Il sequestro di San Severo fa seguito ad una serie di segnalazioni partite da privati cittadini contrariati dalle profonde ferite inferte in questi ultimi anni al suggestivo territorio di questo comune, uno dei più belli e rarefatti della provincia di Siena. I mugugni fra amministrazione comunale e abitanti iniziano nei primi giorni dell' anno nel corso di infuocate assemblee pubbliche dove viene messa sotto accusa la giunta dell'attuale sindaco Valentina Feti. In origine un podere - Quello di San Severo è un esempio di abusivismo ancor più pesante di quanto contestato a Monticchiello, si è realizzato un vero e proprio borgo laddove esisteva in origine un semplice podere. Un casale dalla tipica foggia della fattoria toscana corredato di un capannone, una stalla e qualche altro annesso. Un pezzo di storia dalle pietre antiche e consunte adagiato sulla sommità di una collinetta con vista mozzafiato a 360 gradi. La bulimia edilizia evidentemente ha ispirato la cancellazione di quell'antico emblema della mezzadria toscana per far largo al business speculativo del mattone e una colata di cemento si è adagiata su quel cocuzzolo verde, dotandosi perfino di un laghetto artificiale. L'antico podere si è moltiplicato in dieci villette per un totale di 55 appartamenti. Ciò significa che, almeno nei propositi dei costruttori, la collina sarà colonizzata da almeno 150, persone. Un miracolo dei tempi moderni, che tuttavia non poteva passare inosservato; le indagini della procura, coordinate dal sostituto procuratore Mario Formisano, sono riuscite a ricostruire con una approssimazione assolutamente accettabile le cubature del preesistente. Sono state individuate delle foto aeree degli anni Ottanta, scattate da una altezza non eccessiva e con un indice di errore inferiore al 20, che un addetto ai lavori ha tradotto in metri cubi. Pur con un certo margine di errore la procura ha stabilito che i volumi preesistenti erano di 5.700 metri cubi, mentre il cantiere attuale ne contempla 11.000 (undicimila). Sei indagati - Fra i sei indagati non c'è il sindaco ma la direttrice dell'ufficio tecnico del Comune di Casole, un imprenditore, ovvero il rappresentante della società Granducato che ha costruito le villette, un rappresentante della società committente, la Toscana Real Estate, e una persona che fa parte sia della prima che della seconda società come vice presidente e come amministratore.Tutto questo avviene il 16 maggio. Le Vigne Trascorre appena un mese (20 giugno) e la procura mette le mani su un altro sito in costruzione che mostra vistose manovre speculative. Si parla delle Vigne, all'interno del bellissimo bosco della Selva nella collina dirimpettaia alla Montagnola. Anche in questo caso è la stessa storia: laddove esisteva un podere con tanto di annessi si è osato realizzare un villaggio vacanza di pregevole fattura e buona parte di quegli appartamenti ha già un acquirente. Il piano integrato di intervento del podere delle Vigne non ha convinto gli inquirenti che hanno passato al setaccio le carte, rivisto le misurazioni, valutato il taglio del bosco. Per giungere alla conclusione che all'ombra di quegli alberi secolari si è azzardato molto di più di quanto era stato concesso e autorizzato. Nove gli avvisi di garanzia. Querceto - Le indagini si estendono a macchia d'olio. Ormai si è messo in moto un meccanismo che passa in rassegna l'intero piano regolatore varato al tempo del sindaco Piero Pii e che riserva incredibili sorprese. La procura arriva a mettere .le mani all'interno della bellissima tenuta di Querceto (il 15 settembre) dove si sequestra una vecchia fornace trasformata e si emettono sette avvisi di garanzia. Si ravvisano diversi reati, fra cui abuso edilizio con i volumi quadruplicati rispetto al consentito. Fra i sette indagati figura anche l'ex sindaco di Casole Piero Pii. Attualmente l'ex fascia tricolore, che in passato è stato anche consigliere regionale, è amministratore della Castello di Casole srl. Le indagini su Querceto portano al quarto sequestro nel territorio Casolese, dopo San Severo, le Vigne e il Piano (una discarica abusiva di rifiuti pericolosi), avvenuti in una manciata di mesi. Cavallano - E' di qualche giorno fa la notizia del sequestro di una discarica di inerti a Cavallano, frazione di Casole d'Elsa, dove doveva sorgere un parcheggio e che i costruttori della vasta lottizzazione della frazione non hanno mai provveduto a rimuovere nonostante l'ordinanza del Comune. Il sequestro dell'area ha prodotto 9 avvisi di garanzia.