Proprio mentre si infittiscono le voci su un possibile disimpegno di Silvana Grasso da assessore alla Cultura, il senatore Enzo Bianco coinvolge la tenace "assessora". Vere e proprie forme di dialogo sono state espresse ieri in conferenza stampa dall' ex sindaco di Catania accompagnato dai suoi ex assessori alla Cultura, Antonio Di Grado e Alba Giardina. Una conferenza in cui si è parlato di cultura, quale vettore per superare tanti ostacoli, se non economici perlomeno di ripresa sociale. Si sono precisate alcune inesattezze, ricordando, a chi non avesse più memoria, quello che si è realizzato nei 7 anni della "rinascita culturale di Catania". Ma si è discusso anche di collaborazione, di sinergie tra forze che hanno lavorato e che lavorano per il bene della città Si tende una mano, dunque, precisando alcune verità ma senza polemica. Dopo aver fatto il punto sulla situazione della cultura a Catania, e non prima di aver chiarito alcune inesattezze dette in queste ultime settimane riguardo alla riapertura del Museo Civico e ai beni scomparsi dal Castello Ursino (a testimonianza anche una ricca rassegna stampa), Enzo Bianco auspica una ripresa culturale della città. «Questa città ha conosciuto, a differenza di oggi, un momento di grande dinamismo culturale - precisa - dal 1939 al 1970 il Museo Civico del castello Ursino ha conosciuto una gestione di assoluto disprezzo delle normative. Solo nel 1993 quando ero sindaco è stato disposto per la prima volta un riordino inventariale dei beni del Museo nel quale venne realizzata una ricerca d'archivio per rintracciare tutti i documenti utili per ricostruire la consistenza del patrimonio museale. Mi piace ricordare - precisa -che il castello Ursino aveva già aperto i suoi saloni nel '94 con delle mostre, che proseguirono anche durante i lavori di restauro, e denunciato la scomparsa di beni dal castello Ursino. Non vogliamo entrare in polemica -sottolinea Bianco - ma riportare a verità i termini della questione e lanciare un appello affinchè tutte le istituzioni, dalla regione alla provincia, dal comune all'università sino agli enti privati, siano pronte a collaborare e impegnarsi per sponsorizzare iniziative culturali e di recupero di beni architettonici, perché la cultura è un fattore trascinante eccezionale. Sono anche disponibile - conclude - a lanciare un appello al ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli perché si dia attenzione alla cultura a Catania». Ricorda gli eventi in cui si parlava con ammirazione di Catania il professore Antonio Di Grado. «Fummo noi a forzare i lucchetti che imprigionavano una cultura sommersa, si parla del passato ma non del futuro - precisa - ed è a quello che dobbiamo guardare. La facoltà di Lettere è pronta a sostenere il progetto di apertura del museo, offro la mia collaborazione e le competenze già acquisite per un progetto di rinascita». E parla di «frammentazione orizzontale della cultura» l'ex assessore Alba Giardina. «Oggi - spiega - per fare cultura bisogna creare un accordo di sistema con le altre istituzioni, è necessario sedersi attorno ad un tavolo e concertare un lavoro in sinergia perché in una città ricca come la nostra tanti eventi possono essere realizzati anche a costo zero». Non replica per il momento l'assessore Silvana Grasso, si chiude nel suo silenzio e fa sapere che in questo momento ha solo bisogno di riposare, per superare le troppe pressioni... «La cultura ha fatto troppa politica. Ho passato il Natale a controllare documenti ed ho scoperto il possibile coinvolgimento di persone di mia conoscenza. Sono profondamente amareggiata. Lasciatemi riflettere... ».