Bologna «non attrae più come prima». Felicori punta su Marconi e Morandi Probabilmente, il dirigente del settore cultura di un comune non può fare altro che difendere il sistema culturale della propria città. Mauro Felicori, in forze all'assessorato di via Oberdan da maggio 2007, non si sottrae air«incombenza» ma ammette anche alcune carenze «Bologna non ha l'attrattiva di cui invece godono altre città», ma, di fronte ad un nuovo anno di lavoro, propone anche le soluzioni: unire le forze, valorizzare le eccellenze e la nostra storia, e comunicare con più efficacia all'esterno. Al di là dei rimedi, Bologna meriterebbe davvero un maggiore «appeal»? «E come no? Viviamo in una città vivacissima, sia dal punto di vista produttivo che di offerta Anche in quanto a formazione ce la caviamo bene. Penso ad Accademia, Conservatorio, Dams». E una volta usciti da questi istituti, quali sono le possibilità di espressione? «Le opportunità non nascono da un momento all'altro. Da tempo sostengo la necessità di istituire un'agenzia pubblica, magari regionale, per sostenere le produzioni culturali del territorio, farle circolare all'esterno, promuoverle. Già il Comune lo sta facendo. Il concorso Iceberg, ad esempio, ormai è conosciuto in tutta Italia e i vincitori trovano visibilità. Il prossimo passo, certo non a breve, sarà l'agenzia. E' un mio obiettivo». Non molti, però,si accorgono di questa vivacità: Capodanno è stato un flop, i musei bolognesi sono praticamente ignorati e non si ricorda un evento di richiamo negli ultimi mesi... «Credo dipenda da una carenza di comunicazione. Gli eventi estemporanei non ci servono. Ci sono teatri, la Cineteca, istituzioni musicali molto attive, un ricco sistema museale, il Mambo che, appena nato, ha già attirato l'attenzione internazionale. La molteplicità è la nostra ambizione metropolitana». Ma quali sono le nostre eccellenze che possono differenziare Bologna dalle altre città? «Non possiamo, come dire, specializzarci, puntare esclusivamente sull'arte o sul cinema. Le nostre eccellenze sono legate alla nostra storia, alle persone. Abbiamo il Museo Morandi, e leghiamo il nome del pittore alla nostra città. Per cominciare, a gennaio una mostra su Morandi andrà al Metropolitan, poi sarà allestita a Bologna. Abbiamo anche Guglielmo Marconi, più internazionale di così». Avete in mente qualche iniziativa a proposito? «Nel 2009 cade il centenario dal Nobel per la fisica. Sarà l'occasione per organizzare iniziative. Sul fronte della cultura scientifica, poi, abbiamo molte risorse. Il Museo del Patrimonio Industriale, tra l'altro, è sostenuto dalle industrie del territorio e si possono innescare proficue collaborazioni tra pubblico e privato». Bisogna rimboccarsi le maniche, dunque. Ma con quali soldi? «Il mio settore ha subito tagli perché la riduzione della spesa pubblica è una priorità ma non credo che la cultura sia penalizzata. Nel bilancio da approvare, il settore avrà un segno più. E restano le fondamentali risorse delle Fondazioni e delle Coop. Basta coordinarsi, unire le forze. In programma, inoltre, c'è l'istituzione che accorpa tutte le biblioteche». Fare rete: si dice sempre, ma nessuno lo fa. Come mai? «Ci vuole tempo. Ma gli esempi non mancano: grazie all'impegno congiunto dei settori cultura, sicurezza e attività produttive si sta cambiando il volto di piazza Verdi». Certe cose, però, non funzionano. Pensi al teatro Manzoni: grande auditorium che però nessuno vuole gestire... «Ora c'è solo una cordata in lizza per la gestione capitanata da Cogei e Forum Net. Aspettiamo, magari, pur essendo l'unica proposta in campo, sarà anche la migliore. Valuteremo». La città non pullula di posti adatti ai concerti. Anche le pop star la escludono dai loro tour, ma forse hanno altri motivi. «Se è un problema di spazi se ne può parlare. Il mondo e le città cambiano, se ragioniamo insieme agli altri assessorati e alle realtà produttive le soluzioni si trovano. La volontà c'è». Senza spese extra? «Senza spese extra. Ci vuole fiducia. Intanto per questo 2008 ci aspettano la mostra su Antonio Basoli, quella su Amico Aspertini, lo Slow food on film festival a maggio e le giornate dedicate all'Unesco città della musica a primavera e un'estate in cui valorizzeremo le nostre realtà. Non è poco».