Governo e maggioranza hanno messo una toppa, nella finanziaria, allo strappo operato, con il decretone, nel bilancio del Coni. Lo scippo era stato, si ricorderà, di 52 milioni di euro (cancellazione del credito dovuto dai concessionari delle agenzie delle scommesse per il minimo garantito). Con il voto del Senato, ne vengono restituiti (alla Coni servizi spa), per il 2004, 7,5, ed altrettanti, ogni anno, fino al 2010, in modo da arrivare alla stessa cifra tagliata, sempre che la Camera confermi la norma. Petrucci ha partecipato a Palazzo Madama, alle riunioni di maggioranza e governo, che hanno stabilito questo mini «risarcimento». I 52 milioni erano già stati iscritti a bilancio e servivano per la preparazione olimpica per Atene 2004. Per ora, il Coni ne riceve solo un settimo. Ci vorranno miracoli di ingegneria finanziaria per rispondere alle esigenze delle federazioni, già tutte sul piede di guerra. Tra l'altro nessuno può garantire se gli impegni saranno mantenuti per i prossimi esercizi finanziari perché la copertura è prevista solo per i primi tre anni. E poi? Si vedrà al momento, secondo gli umori dei futuri governi e secondo, soprattutto, le disponibilità di cassa. Per dare questo contentino al Coni, si è raschiato il fondo del barile, togliendo quattrini a due settori-chiave del Paese, l'agricoltura e l'ambiente. Al ministero delle Politiche agricole, si sottraggono 15 milioni di euro in tre anni, 7 milioni e mezzo a quello dell'Ambiente e tutela del territorio. Due settori, tra l'altro, che già lamentavano pesanti penalizzazioni. Ieri poi, appena ottenuta questa mini boccata di ossigeno, i vertici del Coni hanno ricevuto dalla Camera un'altra doccia fredda. È stato approvato un emendamento che annulla una vecchia misura legislativa, quella che, con l'aumento di 20 lire delle schedine, prevedeva di assegnare 20 miliardi (di lire) all'anno al Credito sportivo per finanziare gli impianti legati ai Mondiali calcio. Si stabilisce che le risorse non utilizzate, che giacevano al ministero per i Beni culturali, (140 miliardi di lire, secondo i calcoli di Petrucci), vengano riassegnate al Credito per essere destinate a infrastrutture varie, tra cui «la ristrutturazione e l'adeguamento funzionale degli immobili destinati alla sede del Museo dello sport», caro a Mario Pescante. A noi ci lesinate gli euro necessari per prepararci alle Olimpiadi, avrebbe detto Petrucci, e poi convogliate un fiume di miliardi verso un futuribile museo...
La Destra toglie i soldi al Coni ma li da al museo
Il governo e la maggioranza hanno approvato una misura per risolvere lo strappo nel bilancio del Coni, che prevede la restituzione di 52 milioni di euro (cancellazione del credito dovuto dai concessionari delle agenzie delle scommesse) per il 2004 e 7,5 milioni ogni anno fino al 2010. Il ministro Petrucci ha partecipato alle riunioni di maggioranza e governo per stabilire questo mini risarcimento. Tuttavia, il Coni ne riceverà solo un settimo, e ci vorranno miracoli di ingegneria finanziaria per rispondere alle esigenze delle federazioni. La copertura è prevista solo per i primi tre anni, e poi si vedrà al momento.
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