BRENZONE. Il presidente di Legambiente prende posizione contro l'intervento a Castelletto e ha inviato una segnalazione a Comune, Corpo Forestale e Carabinieri Lavori in spiaggia Bertucco attacca «Il sindaco dice che ci sono tutte le autorizzazioni, farò le mie verifiche ma si deve smettere di devastare le rive» Legambiente si unisce alle perplessità dei cittadini di Castelletto sulla regolarità dei lavori in corso sulla spiaggia in località Croce. Per sgomberare il campo da dubbi sulla legittimità della posa di materiale di scavo derivato da cantieri edili lungo la riva del lago, Michele Bertucco ieri ha inviato una segnalazione al Comune di Brenzone, al Comando del Corpo Forestale di Verona e ai carabinieri di Malcesine. Scrive: «Sono giunte a Legambiente Verona numerose segnalazioni relative allo scarico di materiali sulla riva del lago di Garda in località Castelletto, a Brenzone. I lavori stanno avvenendo in assenza di qualsiasi cartellonistica che segnali eventuali autorizzazioni ad eseguire le opere in atto». Ancora: «Si segnala la vicenda affinchè gli uffici incaricati possano avviare opportuni accertamenti per verificare se tali opere godano di tutte le autorizzazioni regionali e comunali o se invece, in assenza totale o parziale di esse, debbano considerarsi eseguite in violazione dell'articolo 734 del codice penale (distruzione o deturpamento di bellezze naturali)». Autorizzazioni che il sindaco Giacomo Simonelli, nei giorni scorsi, ha assicurato esistere: «Il progetto ha l'approvazione dei Beni ambientali e dell'Ufficio tecnico del Comune», ha detto. Bertucco insiste: «sono autorizzazioni esattamente riferite ai lavori in corso e allo scarico di terra di riporto da cantieri edili?». E aggiunge: «È chiaro che se esistono autorizzazioni per lavori diversi da quelli eseguiti, o se non esistono per niente, la mia segnalazione verrà trasformata in esposto alla Procura della Repubblica. Chiedo in primo luogo al Comune e poi ad alcuni enti di verificare la legittimità dei lavori e poi, se la Forestale o i Carabinieri dovessero riscontrare che i lavori sono irregolari, intanto li blocchino». Bertucco va oltre: «Dato che non è la prima volta che ci arrivano segnalazioni sullo scarico di materiale sulle rive, opere che sembrano servire solo ad ampliare le spiaggie con gli evidenti risultati di deturpazione dell'ambiente, pretendo siano fatte delle verifiche». Il presidente di Legambiente ricorda cecchie trasformazioni delle rive del lago negli ultimi 30 anni. «I lavori che vengono fatti spesso si trasformano in opere che modificano l'habitat delle spiaggie. È un'idea partita con la posa del collettore negli anni '80, quando sono state modificate le rive con la costruzione di massicciate e spiaggie artificiali..tanto che la battuta che gira tra gli ambientalisti è che il Garda non è solo il lago più grande d'Italia, ma è anche il più grande lago artificiale». Cosa fare quindi per invertire la tendenza, si chiede Bertucco. «A questo punto emerge la necessità di regolamentare questi lavori: occorre ci sia una sola modalità di concessione autorizzazioni, uguale per tutti i Comuni del lago, coinvolgendo in primo luogo Regione, Soprintendenza ai beni ambientali e Arpav . Si dovrebbe quindi costituire una Conferenza di servizi che indichi un'unica modalità per le autorizzazioni». «La Provincia», conclude Bertucco, «con il nuovo piano territoriale di coordinamento provinciale potrebbe divenire capofila nel coordinare le modalità di rilascio dei permessi. Questo renderebbe tutto più trasparente così cittadini e associazioni potrebbero trovare una via semplice di verifica».