Parla la soprintendente del Polo museale fiorentino Cristina Acidini "Laumento è solo un contributo" Ogni mostra organizzata in un museo statale, fa scattare laumento del biglietto di ingresso di 3-4 euro. Un meccanismo di autofinanziamento delle esposizioni che a volte irrita i visitatori. Cosa ne pensa la soprintendente del Polo museale fiorentino Cristina Acidini? «Ormai funziona così da 9 anni. Ma non è corretto dire che gli aumenti servono a coprire il costo delle mostre. Quello che si ricava dalla maggiorazione dei biglietti è solo un contributo ai costi effettivi. Ad esempio per la mostra a San Marco, il presunto introito copre solo un terzo delle spesa. E va detto che la rassegna non sposta grandi capolavori». Davvero tutte le mostre organizzate rispondono ad un lungo lavoro di ricerche e studi scientifici? «Non cè dubbio, sono un momento di comunicazione di studi che altrimenti resterebbero riservati agli addetti ai lavori o alle pubblicazioni scientifiche. E va detto che nel caso di questa a San Marco, i membri del Comitato scientifico per le celebrazioni di Beato Angelico, che tra laltro lhanno sostenuta con un contributo, si sono dichiarati soddisfatti. LAngelico miniatore non era conosciuto». Volendo fare un confronto con altri musei internazionali, il prezzo di ingresso nei nostri musei a che livello è? «E decisamente basso. Un tempo avremmo detto è un prezzo politico. Il margine di introiti è davvero modesto in confronto ai costi della struttura complessa di un museo e di una mostra. Identiche iniziative allestero vedono ticket superiori a 10 euro. Da noi poi vanno messe in conto anche le molte gratuità per chi ha più di 65 anni e meno di 18 anni, per gli studenti universitari e per i cittadini europei tra i 18 e i 25 anni che pagano metà biglietto». (m. a.)