TORRE DEL VENTO 1 Quel monumento sarebbe devastante E' pauroso che a Prato, dopo quasi un ventennio, si torni anche semplicemente a parlottare del "Monumento alla Tramontana" dello scultore Dani Karavan, spacciandolo addirittura come monumento ecologista. Per chi non lo sapesse quest'opera altamente impattante, fortunatamente mai realizzata, si sarebbe dovuta trattare di una gigantesca torre di calcestruzzo che sarebbe dovuta spiccare in Calvana, su Poggio Castiglioni, con un devastante impatto paesaggistico, visibile a distanza di chilometri! Voglio ricordare inoltre che il Comitato Città Etrusca sul Bisenzio, sta ampliando l'orizzonte della propria attività, per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità di allargare l'ambito di tutela storico-archeologico e paesaggistico dalla città Etrusca di Gonfienti, trovandosi questa all'intero di un vero e proprio comprensorio etrusco, che comprende i monti della Calvana e la Val di Marina. Il complesso sistema di villaggi arcaici, sentieri lastricati, come pure testimonianze di opere sepolcrali e di canalizzazioni idrauliche, grazie agli studi in corso, sono sempre più documentabili e riconoscibili e fanno sì che questi territori debbano essere sottoposti a regimi vincolistici tali da comportarne l'assoluta inviolabilità urbanisco-edilizia e paesaggistica. I monti della Calvana e le aree limitrofe, per la loro e spettacolare bellezza e per il fatto che fortunatamente, o fortunosamente, possono ancora dirsi in buona parte incontaminati, non possono in alcun modo essere dati in pasto nè agli attori della speculazione edilizia, nè tantomento essere oggetto a baldanzosi esperimenti artistici dagli immancabili esiti disdicevoli. (Comitato Città Etrusca sul Bisenzio) TORRE AL VENTO2 Chiarisco l'ambiguità ma guardiamo avanti Il chiarimento è presto fatto! L'ambiguità non era nell'operazione artistica, culturale ed ambientale. Tale carattere era dato, diciamolo alla Sciascia, dal contesto, certo indipendente dalle volontà dei promotori, nel quale si"edificava" la Torre. E non si vorrà certo scomodare l'ispettore Rogas per saperne di più! Ma lasciamo il passato al passato, perchè è il futuro quello che adesso interessa. Confidando che l'erigenda Torre di Karavan diventi il segno-simbolo-totem di una città che rialza la testa, che valorizza i suoi patrimoni e le sue tradizioni, che avvii la costruzione del Parco ambientale ed archeologico della Calvana. Che sia buona Torre!