Intesa sul trasloco in via Mascheroni, manca solo lok della Difesa Individuata larea dellEsercito dove oggi hanno sede il Distretto militare e il Genio È in una zona centrale e ben servita dai mezzi Carla Di Francesco "Se i militari dicono sì è fatta" Mazzotta "Ormai cè laccordo con i ministeri" Sulla soluzione individuata da Mazzotta cè laccordo di sovrintendente e ministeri della Cultura e dellUniversità ----------------------------------------------------------------- Dopo molte ipotesi e molte delusioni, lAccademia di Brera ha finalmente trovato una casa. Anzi, una caserma, visto che la soluzione individuata dal neopresidente Gabriele Mazzotta è il gruppo di edifici militari di via Mascheroni, oggi sede del Distretto e del Genio Civile. Sulla soluzione via Mascheroni, che ha il pregio di essere vicina al centro e ben servita dai mezzi pubblici, cè laccordo della sovrintendente regionale, dei ministeri dellUniversità e dei Beni culturali. Per lok manca solo il via libera della Difesa. Dopo tanto tergiversare, forse è la volta buona, anche se, parlando di Brera, i piedi di piombo sono assolutamente di rigore: lAccademia voluta da Maria Teresa dovrebbe finalmente cambiare sede, trasferendo armi e bagagli le sue aule in via Mascheroni, nel grande complesso dellEsercito che ospita il distretto. Quello dove, ai tempi della vecchia naja, i giovani in età di leva trascorrevano tre lunghi e tormentati giorni in attesa dellabile-arruolato. Gabriele Mazzotta, presidente dellAccademia solo da pochi mesi, dopo la morte di Gianfranco Ferrè, è fra i più convinti sostenitori di questa soluzione, dopo avere visitato larea: «La trattativa è in corso, i ministeri coinvolti dovrebbero essere daccordo. Io mi sto muovendo fin dal giorno della mia nomina, ai primi dellottobre scorso, e ho fatto limpossibile». Per dare solide ruote al trasloco, manca ancora, tuttavia, un particolare non esattamente trascurabile: il consenso dellamministrazione militare. A favore del progetto giocano in ogni caso alcuni fattori: lEsercito potrebbe rimanere in via Mascheroni, concentrando le proprie attività, come quelle del Genio militare, oltre che del distretto, in un unico edificio e liberando gli altri. In più, via Mascheroni offre non solo la metratura adeguata alle esigenze dellAccademia, circa 20mila metri quadrati, ma sorge anche in unarea centrale e ben servita dai mezzi pubblici. Cadrebbero così per sempre altre ipotesi, come quella che indicava alla Bovisa il nuovo indirizzo dellAteneo. Commenta la Sovrintendente regionale per i Beni culturali della Lombardia Carla Di Francesco: «Per scaramanzia aspettiamo la loro risposta, ma se i militari dicono di sì è fatta, permettendoci di dare una soluzione ad una tristissima realtà, quella delle attuali condizioni in cui versa lAccademia». Lultimo via libera, dunque, dipende dal ministro della Difesa. Nellattesa di conoscerne il pensiero, i più pessimisti incrociano le dita, ricordando le vicissitudini di Palazzo Barberini, a Roma, sede della Galleria nazionale darte antica. Per sloggiare il Circolo Ufficiali, che vi aveva allestito un rifugio dorato, sono stati necessari moltissimi anni. Nel complesso disegnato da Francesco Richini a metà del XVII secolo come collegio distruzione per la Compagnia dei Gesuiti, rimerebbero di competenza dellAteneo gli uffici, le raccolte, come la gipsoteca, lo studio di Francesco Hayez e quanto resta dellantica chiesa di Santa Maria. Lintera parte didattica, invece, farebbe trasloco. Se davvero sarà così, dopo tanti progetti e sogni svaporati, e spesso pagati a caro prezzo, comincerebbe a trovare concreta realizzazione anche lidea dello storico sovrintendente Franco Russoli di costruire un ampio complesso museale, dando finalmente respiro alla Pinacoteca, troncando una convivenza ormai impossibile per entrambe le istituzioni costrette a strizzarsi come separati in casa. Una situazione penalizzante per tutti: per la Pinacoteca come per lAccademia, con i suoi 3500 studenti. La prima, da molti decenni, soffoca, tanto da faticare ad esporre anche i gioielli di famiglia; la seconda, pure, obbligata comè attualmente ad accogliere gli studenti in aule non sempre adeguate, con alcuni locali massacrati dallincuria e decorati da immondizie abbandonate negli angoli di corridoi e bugigattoli. Il guaio di Brera, poi, sta nella sua stessa natura di condominio dove, gomito a gomito, alloggiano sei istituzioni diverse: Accademia, Pinacoteca, Biblioteca Braidense, Orto botanico, Osservatorio astronomico, Istituto lombardo di Scienze e lettere. Un condominio privo di un amministratore unico, con tutto ciò che inevitabilmente ne consegue, vista la sovrapposizione burocratica di ministeri di riferimento diversi, come per esempio i Beni culturali per la Pinacoteca e il ministero dellUniversità per lAccademia. In poche parole: un pateracchio culturale e amministrativo. Che non sfugge ai visitatori inconsapevoli quando mettono lincauto piede nel bel cortile dominato dalla statua di Napoleone.