Ultimatum del proprietario della Fattoria di Javello dopo il rinvio -------------------------------------------------------------------------------- «O si rispetta l'accordo oppure chiudo tutto e non passa più nessuno». Per Vincenzo Savino nessun dubbio su quali iniziative adottare se il consiglio comunale non approverà il Piano di recupero della Fattoria di Javello, da anni storico patrimonio della sua famiglia. «L'accordo con il sindaco c'era già, quindi non capisco il rinvio prima del voto finale» spiega l'imprenditore. E infatti l'esame del Piano era già inserito nell'ordine del giorno dell'ultima seduta consiliare, ma poi, confermato il voto contrario di Rifondazione e di alcuni ex diessini, dopo l'ennesimo tentativo del sindaco per non andare spaccati al voto finale, è stato deciso per il rinvio con la scusante dell'ora tarda. Eppure c'erano tutte le premesse per arrivare finalmente alla conclusione di un contenzioso, portato avanti da anni dall'amministrazione comunale con la proprietà del «complesso immobiliare più importante dell'alto Monteferrato», così viene descritta sulla convenzione, dove si ricorda anche «il degrado in atto in alcuni fabbricati colonici». La famiglia Borghese Savino infatti è decisa a portare avanti il recupero degli edifici rurali più degradati, naturalmente sotto il controllo della Sovrintendenza, come è già stato fatto per la Casaccia, una serie di rustici semiabbandonati, riportati a nuova vita come agriturismo a 5 spighe, sempre tutto esaurito. Sullo "sfruttamento" turistico, a certe garanzie di rispetto ambientale naturalmente, del patrimonio naturalistico del Monteferrato è d'accordo anche il sindaco Menchetti, convinto delle ricadute economiche per una realtà tessile ormai in declino e così era riuscito a strappare un accordo con la proprietà, intenzionata a costruire un ristorante e ristrutturare altri casolari per arrivare ad una ventina di appartamenti, sulla falsariga dei 4 della Casaccia, un agriturismo di lusso con tanto di piscina a sfioro con vista sulla piana metropolitana. In cambio, la proprietà avrebbe costruito due parcheggi, con la possibilità di arrivare in auto fino al ristorante, mentre veniva lasciato libero transito su tutta la proprietà della fattoria in bicicletta, a piedi e a cavallo. Ma Rifondazione e altri ex diessini si sono impuntati perchè vogliono libero acceso anche in auto dalla via Bicchieraia, suscitando la reazione della proprietà che potrebbe chiudere tutto e non lasciare passare più nessuno, nè a piedi, ne in bici nè a cavallo, ma perdendo anche una rara occasione di sviluppo turistico.
MONTEMURLO. Piano di recupero della Fattoria di Javello: O si approva il piano o chiudo tutto
Il proprietario della Fattoria di Javello, Vincenzo Savino, ha ricevuto un ultimatum dal sindaco dopo il rinvio del voto finale sul Piano di recupero della fattoria. L'accordo con il sindaco era già stato raggiunto, ma il voto finale è stato rinviato a causa del rifiuto di Rifondazione e alcuni ex diessini. La proprietà è decisa a portare avanti il recupero degli edifici rurali più degradati, sotto il controllo della Sovrintendenza, mentre il sindaco è d'accordo sullo "sfruttamento" turistico con garanzie di rispetto ambientale.
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