Giovanni Rodella è funzionario Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etroantropologico per le province dì Mantova, Cremona e Brescia CREMONA E' solo da pochi mesi che si sono conclusi i restauri dei sei dipinti di Giulio e Bernardino Campi e di altre due tele di Giovan Angelo Borroni che ornano le pareti laterali della cappella del Santissimo Sacramento in Cattedrale. Il loro recupero, finanziato dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico e Artistico delle province di Mantova, Cremona e Brescia, è stato splendidamente realizzato dal laboratorio cremonese di Luciana Manara ed Enrico Perni, in parallelo con l'altro importante restauro finanziato dalla Fondazione Cari-pio di Milano ed eseguito in modo altrettanto eccellente dalle restauratrici Fiorenza Ferrari e Danielle Simon degli stucchi in gran parte seicenteschi delle volte e delle pareti della cappella. E' probabile sia da riferirsi a quell'epoca la collocazione alle pareti dei dipinti di Giulio Campi l'Ultima Cena, la Raccolta della manna, la Maddalena che asciuga i piedi di Cristo in casa del Fariseo e di Bernardino Campi la Lavanda dei piedi, l'Off erta di Melchisedech ad Abramo, la Resurrezione di Lazzaro che erano stati eseguiti alcuni decenni prima, fra il 1569 e il 1571,per essere inseriti in una grande ancona costruita per la stessa cappella su progetto di Giulio Campi e il cui disegno si conserva oggi agli Uffizi. Il monumentale apparato, chiamato nei documenti arco trionfale, doveva rappresentare in Duomo la magniloquente celebrazione dei sacramenti dell'Eucarestia e della Penitenza a cui si riferivano i temi biblici ed evangelici raffigurati nei quadri, analogamente a quanto era già stato fatto fra il 1568 e il 1569 anche per l'altro arco trionfale eretto per la cappella di San Giovanni Battista (ora di Santa Maria del Popolo) che fu decorato sempre da dipinti di Giulio e Bernardino Campi a celebrazione del sacramento del Battesimo. Con lo smantellamento delle ancone avvenuto si presume tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento, quindi poco tempo dopo la loro costruzione, i dipinti furono depositati in altri ambienti della Cattedrale e ricollocati più tardi alle pareti delle cappelle dopo il loro rinnovo ornamentale ad opera di Carlo Natali nel quarto decennio del Seicento. Nella cappella del Santissimo Sacramento, a completamento del ciclo dedicato ai sacramenti dell'Eucarestia e della Penitenza, alla metà del Settecento si aggiunsero anche i dipinti di Giovan Angelo Borroni raffiguranti la Cena in Emmaus e l'Incontro della Maddalena con il Cristo risorto (Noli me tangere). Restaurati in buona parte nel lontano 1946, i dipinti presentavano qualche difetto di adesione del colore e soprattutto un generale deposito di polveri e di residui di fumi sulle superfici pittoriche, peraltro abbastanza compromesse da una diffusa alterazione delle vernici. Nel corso del recentissimo restauro la pulitura e l'asportazione di alcune ridipinture hanno evidenziato particolari e cromie che certo porteranno ad una rivalutazione dell'intero ciclo, in verità non molto noto e abbastanza trascurato dalla critica.
Cremona. Campi, quei colori ritrovati
I sei dipinti di Giulio e Bernardino Campi e due tele di Giovan Angelo Borroni che decorano le pareti laterali della cappella del Santissimo Sacramento in Cattedrale di Cremona sono stati restaurati. Il restauro, finanziato dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico e Artistico delle province di Mantova, Cremona e Brescia, è stato eseguito dal laboratorio cremonese di Luciana Manara ed Enrico Perni. I dipinti, che rappresentano temi biblici ed evangelici, furono originalmente inseriti in una grande ancona costruita per la stessa cappella su progetto di Giulio Campi.
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