ROMA La dura battaglia fatta per riavere indietro dai musei Usa le opere trafugate dall'Italia «è stata ampiamente ricompensata dal presidente della Repubblica Napolitano, che ci ha creduto, e dalle migliaia di persone che apprezzano la bellezza di queste opere e il valore di questo ritorno». Lo dice il ministro dei beni culturali Francesco Rutelli, commentando la grande affluenza di visitatori, 4-5 mila al giorno, che sta premiando la mostra Nostoi - Capolavori ritrovati allestita al palazzo del Quirinale. Come i compagni greci di Ulisse cantati da Omero nell'Odissea tornarono in patria dopo la distruzione di Troia, così, 67 capolavori archeologici che, trafugati dall'Italia, avevano trovato 'casa'in prestigiosi musei esteri sono tornati nel loro Paese d'origine. Come i personaggi epici, le preziose testimonianze del nostro patrimonio culturale saranno esposte fino al 2 marzo 2008 nelle sale della Galleria di Papa Alessandro VII al Quirinale. Alle 67 opere in mostra si aggiungono anche un bronzo del II sec. a.C. restituito da un collezionista privato grazie alla mediazione della Svizzera ed una Kore, statua in marmo del 530 a.C. esposta al Paul Getty Museum di Malibu e concessa in prestito dal ministero della Cultura della Grecia che, in collaborazione con le forze dell'ordine italiane, ha ottenuto la restituzione dell'opera. Per il 20 gennaio 2008 è previsto, inoltre, l'arrivo in Italia del Cratere del pittore Eufronio, vaso attico a figure rosse già al Metropolitan di New York; mentre la cosiddetta Venere di Morgantina, rientrerà nel 2010, come da accordi siglati, per tornare in Sicilia, da dove è stata sottratta. Curata da Louis Godard, consigliere del Presidente della Repubblica per la Conservazione del Patrimonio Artistico, la mostra celebra l'azione che da anni il ministero per i Beni e le Attività Culturali porta avanti con forza per recuperare le numerose testimonianze storico-artistiche che fanno del Bel Paese la nazione al mondo con il maggior patrimonio culturale.