I residenti: ci hanno dimenticati, qui conta solo la vita notturna Resistono bar e ristoranti, ma accanto a macerie e spazzatura Impianti sportivi, parco, scuola, nellelenco delle incompiute -------------------------------------------------------------------------------- Piazza delle Erbe, a due passi da De Ferrari e da Palazzo Ducale, è stata il simbolo del rilancio del centro storico genovese. Adesso sono passati undici anni dallultima rivolta dei comitati dei residenti di piazza delle Erbe e dintorni: era il 1997 e, stanchi di convivere con la cloaca a cielo aperto in cui si era traformato lo scavo per il parcheggio sotterraneo bloccato dalla presenza di reperti archeologici, gli abitanti chiedevano al Comune di completare il progetto per far tornare a vivere la piazza, eliminando del tutto il buco nero delle macerie di guerra. Da allora, molti progetti sono stati realizzati, ma sulla piazza è calato il velo del silenzio e i residenti denunciano che le cosiddette "opere per il quartiere" sono rimaste lettera morta. Nel senso che ci sono ma è come se non ci fossero perché di fatto sono inaccessibili per chi vive alle Erbe. Qualcuna delle opere previste, come la nuova scuola, addirittura non è mai stata costruita: «Sono rimaste le stesse macerie di allora, macerie e rumenta di fianco al rudere della chiesa su Salita del Prione», dice Amerigo Roncallo, uno dei portavoce della battaglia di allora, e che oggi chiede di riaccendere i riflettori sulla piazza e fare il punto di cosa è successo. Insieme alla moglie aveva aperto uno dei primi negozi ai tempi del boom di piazza delle Erbe. Poi, con il degrado portato da quel cantiere infinito, rimasto aperto per anni, aveva dovuto chiudere bottega. Adesso lavora a Milano. La famiglia vive sempre alle Erbe, lui fa il pendolare. Roncallo e i residenti della zona hanno ben chiaro lelenco delle incompiute, o meglio, delle opere promesse dalle amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni, e che loro non hanno mai potuto utilizzare nonostante le firme di protocolli e quantaltro. Cominciano con il raccontare del palazzetto per le attività sportive; funziona a pieno ritmo: «Ma è affidato ad una società privata che giustamente tende a dare gli spazi al miglior offerente, quindi di fatto è accessibile solo alle società che fanno contratti annuali». Ma il sogno che si è davvero infranto riguarda due questioni in particolare: il primo è lo spazio sopra al palazzetto, con i campi da bocce e i locali che vi si affacciano. Vuoto. Mai utilizzato. Sta già mostrando i segni dellabbandono nelle strutture che si deteriorano. «Doveva essere utilizzato come centro per anziani - raccontano i residenti - Ma che ne è stato di questo progetto?». Laltro sogno infranto è quello del campo di calcetto, che dovrebbe anche funzionare per pallavolo e basket: anche questo è stato predisposto ma non è mai stato utilizzato. Piazza delle Erbe nella seconda metà degli anni ottanta fu il simbolo forse più significativo della rinascita del Centro storico: un buco nero della città, in cui resistevano le macerie di guerra, che stava per chiudersi. Il cuore delloperazione fu ed è rimasto un grande parcheggio sotterraneo, di lunga e laboriosa gestazione: il cantiere-cratere deturpò per anni la piazza. Poi la macchina si rimise in moto dopo il '97, con la giunta di Giuseppe Perìcu e dellarchitetto Bruno Gabrielli assessore allUrbanistica. Le opere furono completate. Ma tutto è finito lì. Da anni è silenzio. Nel frattempo la piazza ha continuato a vivere, sviluppando la vocazione di ritrovo per laperitivo o per la cena. Continuano ad avere successo bar e ristoranti. I locali pubblici in generale. Ma non è migliorata la vivibilità per chi abita in una zona in cui, raccontano i residenti, «i contratti di affitto sono spesso molto vantaggiosi per i proprietari». Un esempio per tutti sono i giardini, a lungo agognati: «Circondati da sbarre, non hanno neppure uno spazio giochi, o meglio, cè unarea con la gomma a terra ma neanche uno scivolo o unaltalena».