Monza, nel mirino il circuito: "Sopraelevate da abbattere" Gli ecologisti: "Sparirà un bosco" Dal Pd accuse anche al Comune: "Vogliono rispolverare lo stadio della Formula 1" Gli enti interessati: "Solo progetti da definire". La Sias: "Il Gp vale 100 milioni" -------------------------------------------------------------------------------- Ecologisti sul piede di guerra per difendere il Parco di Monza. Legambiente e Comitato per il Parco denunciano infatti il rischio che sulle aree del Roccolo e della Gerascia, dentro il circuito automobilistico che sorge nel Parco, sia costruita una nuova pista per insegnare la guida sicura, con la distruzione di verde e boschi. «Danno il Nobel per lambiente ad Al Gore e noi ci mangiamo pezzo a pezzo il Parco più grande dEuropa? - si domanda Bianca Montrasio, portavoce del comitato "Antonio Cederna" - Realizzare delle piste sulle aree del Roccolo e della Gerascia, uno splendido prato utilizzato come rifugio da molte specie faunistiche, è un atto gravissimo che mette a rischio il già fragile ecosistema di due zone di grande valore ambientale». Gli ambientalisti annunciano ricorsi contro il progetto, finanziato dalla regione con 1,7 milioni, a Tar, Procura, Corte dei conti e Corte Europea. Legambiente attacca anche la convenzione approvata dai Comuni di Monza e Milano che affida alla Sias (società della Aci) per 800mila euro annui la gestione dellautodromo fino al 2026. Al suo interno si trova un capitolo destinato al restauro delle sopraelevate, che dovrebbero ospitare un museo della Formula 1. Una decisione che fa inferocire il capo di Legambiente, Atos Scandellari, che definisce le sopraelevate «dei ruderi in disuso da decenni, il cui abbattimento era previsto persino nella precedente concessione, oltre che da piani e studi degli ultimi 17 anni: da quello redatto dallUniversità di Genova di Architettura del paesaggio nel '91 al programma triennale di riqualificazione del Parco approvato anche dalla Regione e dalla Soprintendente di allora Lucia Gremmo sul finire degli anni Novanta». Secondo Legambiente i due curvoni dellanello veloce ormai in disuso dovrebbero essere distrutti e tornare a verde. Smentite sulla cementificazione del Roccolo e della Gerascia arrivano dagli enti coinvolti. «Al momento non è previsto un loro utilizzo. Per il futuro non possiamo dire nulla di certo, ma vigileremo perché venga rispettato lattuale patrimonio», sostiene Pierfranco Maffè, assessore al Parco e alla Villa Reale. «Per insegnare ai giovani a usare lauto utilizzeremo le strutture già esistenti», dice Massimo Ponzoni, assessore regionale alla sicurezza. Nega che le aree boschive possano essere toccate anche Giorgio Beghella Bartoli, il direttore sportivo dellAutodromo, che sottolinea: «Il Gp dItalia nei suoi tre giorni porta nelle casse della Brianza oltre 100milioni di euro». Sul parco intanto, fa sapere Pippo Civati, consigliere regionale del Pd, «incombe lombra del progetto "Botta" per costruire un vero e proprio stadio della Formula 1», che la giunta di centrodestra ha deciso di rispolverare.