La Toscana frenata dalleccessiva burocrazia Il progetto deve essere sottoposto allapprovazione di un lungo elenco di enti -------------------------------------------------------------------------------- Fotovoltaico, che fatica. Mentre il petrolio vola a 100 dollari al barile e i climatologi rinnovano gli allarmi per le conseguenze dei carburanti fossili sulla temperatura del pianeta, le norme toscane rendono la vita complicata a chiunque voglia montare un impianto fotovoltaico sul proprio tetto di casa. Almeno così sostengono i Verdi di Pistoia e Livorno. Secondo la nuova legge regionale, la 3905, si deve predisporre un progetto che rispetti le norme urbanistiche e che mostri come limpianto risulterà inserito nel contesto delledificio. Poi però il progetto, firmato da un tecnico abilitato, «deve essere inviato e sottoposto al giudizio di Comune, Provincia, Regione, Enel, Arpat, Asl, Agenzia per lenergia e soprintendenza». E ognuno di questi organismi, dicono i Verdi, «può arrivare perfino a vietarne la realizzazione» con conseguente spreco di denaro per la pratica prodotta. «Forse si sta esagerando visto che in fondo si tratta di installare un impianto che comporta indubbi benefici ambientali», insistono gli ambientalisti. In molte città toscane, come Firenze, in realtà il problema è risolto alla radice: spesso i regolamenti edilizi concepiti come strumento di tutela del paesaggio non prevedono né consentono linstallazione sui tetti dellimpianto fotovoltaico. Neppure dei nuovi modelli colorati che consentono di mimetizzare i pannelli. Ma la Regione riconosce però che le obiezioni sollevate dai Verdi di Pistoia e Livorno sono in parte fondate: «La legge sul fotovoltaico è nata in unaltra stagione», dicono dagli uffici regionale. Ovvero, quando il costo del petrolio non era quello di oggi, e anche lurgenza del fotovoltaico come fonte rinnovabile di energia non era così pressante come appare oggi. E adesso che tutto è cambiato anche la legge regionale potrebbe essere rivista e semplificata. La stessa Regione fa notare che cè comunque un limite contro il quale anche il progetto di una eventuale revisione della legge deve fare i conti: la tutela del paesaggio urbano. I tetti di Firenze non possono essere riempiti di impianti al punto da stravolgerne lattuale configurazione: «La Toscana è un museo a cielo aperto e certo non si possono installare impianti sul Ponte Vecchio o in piazza della Signoria», ammettono gli stessi Verdi. «Certe zone però sono inutilmente vincolate, in taluni Comuni esistono vincoli paesaggistici anche sulle zone industriali», fanno notare. Come trovare il giusto mezzo? Gli ambientalisti propongono di cambiare la legge regionale per facilitare almeno gli impianti di medie dimensioni e andare così incontro alle esigenze delle aziende. Ma chiedono anche di formare in materia energetica gli uffici tecnici dei Comuni in modo da semplificare le procedure e il numero degli sportelli ai quali ci si deve rivolgere.
FIRENZE - Comè faticoso passare al fotovoltaico
Il riassunto è il seguente:
La Toscana è stata criticata per le norme che rendono difficile la realizzazione di impianti fotovoltaici. Secondo la legge regionale, il progetto deve essere sottoposto allapprovazione di un lungo elenco di enti, compresi il Comune, la Provincia, la Regione, Enel, Arpat, Asl, Agenzia per lenergia e soprintendenza. Questo processo può essere lungo e complesso, e potrebbe anche comportare la vetta dei progetti. I Verdi di Pistoia e Livorno sostengono che le norme sono troppo restrittive e che potrebbero essere semplificate. La Regione riconosce che le obiezioni sono fondate, ma sostiene che la tutela del paesaggio urbano è un limite importante.
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