Dal Fai ai politici della zona. Un fronte trasversale si oppone allimpianto progettato dallEnel La presidente del Fondo per lambiente Giulia Crespi si è rivolta al ministero -------------------------------------------------------------------------------- A POCO sono servite le rassicurazioni dellEnel, della vigilia di Natale. Il fronte del no riaccende la protesta e torna a chiedere al governo nazionale, alla Regione e alla Soprintendenza di bloccare liter del progetto per il rigassificatore di Porto Empedocle. «Non avrà alcun impatto ambientale», ha annunciato lEnel, presentando il progetto dellimpianto, un investimento di 600 milioni di euro, che porterà allimmissione nella rete nazionale di 8 miliardi di metri cubi di gas allanno. Ma il comitato per la salvaguardia della valle dei Templi, formato da cittadini, ambientalisti, intellettuali, studiosi, insorge di nuovo chiedendo che il territorio venga dichiarato «area marina del Mediterraneo particolarmente sensibile». E che la valutazione dimpatto ambientale - che il ministero dellAmbiente non ha ancora dato - prenda in considerazione la sicurezza degli impianti e del traffico navale «relativamente a tutti gli aspetti tecnici e scientifici che meritano di essere approfonditi», anche «eventuali eventi incidentali di azioni terroristiche». Tra le battaglie siciliane per salvare lambiente, quella che si consuma sui due rigassificatori previsti a Priolo e a Porto Empedocle, è una delle più trasversali. «Il presidente del consiglio Romano Prodi e il ministro allo Sviluppo economico Pierluigi Bersani sono favorevoli. «Noi riteniamo che allItalia non servano dieci rigassificatori ma ne bastano meno. E che prima di dare le autorizzazioni a tutti, sia fatta una verifica sulla reale quota di energia che serve allItalia - afferma Massimo Fundarò, coordinatore nazionale dei Verdi - Quello dei Verdi non è un no pregiudiziale. Il ministro Pecoraro Scanio chiederà al ministro Bersani unattenta valutazione, nel programma energetico nazionale per il 2008. Ma di certo fare degli impianti in una zona già fortemente inquinata come Priolo o in un posto come Porto Empedocle non è la scelta migliore». Critica nei confronti del progetto è lassessore regionale allAmbiente, Rossana Interlandi, dellMpa. «La posizione mia è chiarissima. Non sono contro per pregiudizio. Io ne faccio una questione di sicurezza e di convenienza. Se questi impianti non sono convenienti per tutti i siciliani, perché farli? E perché farne due? Ne ho parlato col ministro Pecoraro Scanio. Ma ancora una sua risposta non lho avuta. La Sicilia non può essere una terra di conquista, dove impiantare di tutto. Vorremmo capire con quali previsioni decidono di fare due impianti in Sicilia, dove produciamo già più energia rispetto al resto dItalia, ma pagandola il doppio. Quello di Priolo, tra laltro, è un sito che ha già dato troppi problemi di sicurezza». Ad opporsi al rigassificatore di Porto Empedocle, di cui paladino convinto è il presidente Salvatore Cuffaro, è il forzista Michele Cimino, il presidente della commissione al Bilancio dellArs, che ha chiesto varie volte di bloccare tutto. Dello stesso avviso Gianni Puglisi che, in qualità di presidente della commissione nazionale dellUnesco, ha scritto a Cuffaro chiedendo la sua attenzione sulleffetto deturpante che potrebbe avere limpianto sullarea archeologica di Agrigento, «mettendo a rischio la permanenza del sito nella lista del patrimonio dellumanità Unesco e arrecando grande pregiudizio allattività turistica dellarea». A capo della protesta da tempo cè la presidente nazionale dei Fai Giulia Maria Mozzoni Crespi, pronta a mobilitare tutte le associazioni nazionali che si occupano di tutela dellambiente per far sì che larea non perda la destinazione turistico - culturale a vantaggio di quella industriale. La Crespi si è già rivolta al Consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici, chiedendo così di fatto anche lintervento del Ministero ai beni culturali nella valutazione di impatto ambientale, da tutti, con diverso spirito, attesa.