Oggi attesa la nomina del commissario prefettizio dopo la caduta di sindaco e consiglio Alla base della decisione dei tredici dimissionari il timore di eventuali intoppi alla chiusura di Ca' Vico Rossano Veneto È attesa entro la giornata di oggi la nomina del commissario prefettizio che guiderà il comune fino alle elezioni amministrative di maggio, dopo le dimissioni congiunte di ben 13 consiglieri su 17 rassegnate l'ultimo dell'anno. Il Prefetto Piero Mattei, appena rientrato da un breve periodo di vacanza, è stato informato della crisi amministrativa del comune che ha posto fine al mandato del sindaco Gilberto Trevisan con cinque mesi di anticipo sulla scadenza naturale della legislatura. Il commissario prefettizio dovrebbe insediarsi lunedì prossimo. Da qui alle elezioni l'inviato del Prefetto gestirà il Comune assumendo i poteri del sindaco, della giunta e del consiglio comunale. La sua permanenza, oltre ad assicurare il funzionamento dell'ente, probabilmente contribuirà anche a raffreddare gli animi in vista della campagna elettorale che si preanuncia comunque molto accesa. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il rifiuto del sindaco a convocare un consiglio comunale urgente per rivotare l'ordine del giorno, proposto da Giuseppe Dissegna (Viviamo Rossano), con il quale si accetta la delega delle Regione per il ripristino ambientale della cava di via Ca' Vico: l'ordine del giorno, sottoscritto da 12 consiglieri, e poi passato all'unanimità nel corso della seduta del civico consesso del 28 dicembre. Trevisan si era detto disponibile ad una convocazione del consiglio nei tempi normali, come previsto dal regolamento comunale, ed ha parlato di "ricatto" nei suoi confronti. I tredici consiglieri, gli otto di maggioranza capeggiati dall'ex assessore Clemente Peserico, da tempo ai ferri corti con Trevisan, e i cinque di minoranza, temevano che la seduta in questione potesse essere inficiata magari da qualche ricorso per un possibile vizio di forma nella convocazione del consigliere Walter Siviero (Progetto Rossano). Siviero subentrato la vigilia di Natale al dimissionario Carlo Dissegna, ha riferito di non aver ricevuto nessun avviso di convocazione e quindi è rimasto assente. Ieri è stata la prima giornata senza il sindaco. Trevisan si è comunque fatto vedere in municipio assieme alla vicensindaco Paola Giaccheri e all'assessore Franco Rossi. Tutti e tre hanno avuto un breve colloquio con il segretario comunale Paolo Orso. In municipio si è visto anche l'ex consigliere Augusto Guarise (Udc), da sempre tra i più critici verso l'ex primo cittadino e la sua vice. Intanto la dimissionaria Morena Martini, tra l'altro assessore provinciale di Forza Italia, ha assicurato il suo interessamento in Provincia per la chiusura definitiva della cava di via Ca' Vico, anche dopo lo scioglimento del civico consesso. E attacca l'ex vicesindaco con la quale ha avuto un battibecco proprio l'ultimo dell'anno sulla ex Egaf. «Il mio impegno anche come consigliere comunale sulla cava - dice Martini - è sempre stato chiaro e i verbali possono confermarlo. Le sedute per discutere dell'argomento sono sempre stati chiesti dai consiglieri e mai dalla vicesindaco Giaccheri. Non per questo l'ho mai accusata. È questione di stile. La vicesindaco - conclude Martini -, dopo avermi umiliata per la faccenda formale delle firme, continua a tirarmi in ballo inventando questioni inesistenti».Alla base delle dimissioni, hanno confermato i firmatari, non ci sarebbe almeno per ora nessun accordo per future coalizioni.