Larchitetto Curcuruto risponde allappello lanciato da Borri su Repubblica -------------------------------------------------------------------------------- La distruzione della città storica sarà arginata. Lappello lanciato ieri su Repubblica dal professor Dino Borri non cadrà nel vuoto. Anche se non in tempi brevissimi, lamministrazione comunale correrà ai ripari. «Stiamo mettendo a punto un piano particolareggiato, che eviterà operazioni come quelle denunciate dal professor Borri», assicura larchitetto Anna Maria Curcuruto, direttore della ripartizione Urbanistica del Comune. Dino Borri ha manifestato preoccupazione per la sistematica distruzione dei palazzi ottocenteschi, soprattutto nel quartiere murattiano. Lultimo caso in ordine di tempo, in via Melo, con labbattimento di uno dei più antichi edifici del borgo, costruito nel 1813 e situato fra corso Vittorio Emanuele e via Piccinni. «Purtroppo - spiega larchitetto Curcuruto - non cè nessuno strumento di tutela urbanistica che potesse impedire la demolizione di quel palazzo. Non cera nessun vincolo di tutela né per la facciata né per il fabbricato. Del resto, quelledificio si ritrovava fra due palazzi recenti. Tutto quellisolato nel corso degli anni è stato rifatto. In questo caso ci sarà un intervento più contenuto sia rispetto al palazzo ex Motta sia rispetto a quanto è stato realizzato sul lato destro». Il punto, però, è proprio questo. Il professor Borri si chiede che cosa intendano fare Regione, Comune e Soprintendenza per fermare questo scempio. E, soprattutto, perché finora non abbiano fatto niente. «Il Comune si sta muovendo - rivela larchitetto Curcuruto - Si sta mettendo a punto un piano particolareggiato che riguarderà i quartieri Libertà, Murat e Madonnella. È stata già indetta la gara per la rilevazione aerea di questa zona, con la riproduzione dei prospetti dei palazzi strada per strada. Abbiamo già nominato la commissione che esaminerà le proposte: al momento ne sono arrivate due». Sarà il primo passo per tutelare realmente le testimonianze architettoniche della Bari ottocentesca. «Il piano particolareggiato - insiste il responsabile della ripartizione Urbanistica del Comune - stabilirà gli interventi possibili nei tre quartieri. Certo, ad oggi il murattiano è il quartiere più saccheggiato perché è quello di maggior pregio». Con il nuovo strumento urbanistico il Comune potrà anche dire di no a nuove demolizioni. «Potremo farlo soprattutto al Libertà e a Madonnella, dove ci sono ancora parecchi palazzi da salvaguardare - dice larchitetto Curcuruto - In questi due quartieri ci sono isolati ancora integri e i prospetti dei palazzi non hanno perso la consistenza originaria. Soprattutto in questi casi saranno impediti interventi di distruzione. Sarà lamministrazione comunale a fissare le modalità di attuazione degli interventi sui palazzi storici e nei quartieri. Già adesso, comunque, sto insistendo perché quando si demolisce venga ricreato un riequilibrio fra i prospetti. È un problema di decoro urbano». Il problema, allora, è di tempi. «Cè stata qualche lungaggine per la gara, ma adesso la commissione procederà in maniera spedita».