Sarei ostaggio di Rifondazione? Non hanno argomenti seri su cui attaccarmi La mia bussola è il programma elettorale Oltre sei mesi trascorsi sullo scranno di sindaco. Un tempo più che sufficiente per adattarsi al nuovo ruolo, creare il giusto feeling con i propri collaboratori e conoscere più approfonditamente il territorio ed i suoi problemi. Per Carla Strufaldi arriva ora il momento delle scelte e delle decisioni. Nel 2008 il comune di San Marcello dovrà affrontare numerose sfide. In questa intervista al Tirreno il primo cittadino erede di Moreno Seghi mette a fuoco gli obiettivi. Sindaco Strufaldi, si è già pentita di aver lasciato lo studio di avvocato? «Pentita assolutamente no, anche se la carica di sindaco comporta un impegno senz'altro maggiore in termini di tempo e di energie». Una perla e un errore di questi primi sei mesi da sindaco. «Di perle, forse, è troppo presto per parlare, ma direi che la cosa che mi sta dando più soddisfazione in questi primi mesi del mandato sono il grande impegno e la collaborazione che gli assessori stanno dimostrando, ognuno nel suo settore, segno di massima compattezza all'interno dell'amministrazione. Nemmeno di errori vorrei parlare, anche se sono quasi inevitabili quando si amministra, visto che non esistono decisioni sulle quali tutti i cittadini si trovano d'accordo. So però qual è l'errore da non fare: peccare d'ingenuità e non approfondire le questioni fidandosi soltanto delle parole. Credo che questa consapevolezza mi derivi dalla professione di avvocato». I suoi detrattori politici più accaniti le rimproverano di aver spostato l'asse politico del Comune verso la sinistra radicale, a discapito della Margherita (che ha perso la poltrona di vicesindaco), e di essere ora ostaggio di Rifondazione Comunista. Cosa risponde? «Non sono ostaggio di nessuno, forse ai miei detrattori fa comodo dire questo perché altrimenti non avrebbero altri argomenti sui quali attaccarmi. Detto questo, oggi esistono il Pd, del quale faccio parte insieme ad altri componenti del gruppo di maggioranza, e le altre forze politiche presenti nello stesso gruppo che hanno sostenuto il programma elettorale della sottoscritta quale candidata a sindaco. È alla realizzazione di questo programma che stiamo lavorando». A proposito dell'indebolimento della Margherita, è in bilico la poltrona di Mauro Gualtierotti alla presidenza della Comunità montana. Ora che la Finanziaria ha salvato l'ente dalla cancellazione, quando sono previste le nuove nomine sanmarcelline? Quale ruolo pensa debba svolgere in futuro la Comunità montana? È d'accordo sull'ipotesi di una giunta istituzionale, formata cioè dai sindaci? «La Comunità montana, come ho più volte dichiarato, dovrebbe avere un duplice ruolo: da una parte occuparsi delle proprie materie di competenza delegatele dalla Regione, dall'altra costituire una sorta di ente sovracomuale che coordina e unisce le forze dei singoli comuni nel confronto con gli enti sovraordinati e che gestisce anche alcuni servizi per i quali, opportunamente, i comuni si associano. La Comunità montana, però, per come è oggi organizzata dal punto di vista degli organi politici, viene percepita come un carrozzone e la responsabilità di tutto ciò è anche in un sistema politico che va riformato ed è questo che, a parer mio, il governo centrale ha cercato, in maniera provocatoria, di fare attraverso la minaccia di abolire buona parte delle Comunita montane. Ad oggi e con a disposizione 6 mesi, senza parlare di abolizione, vi è però una ferma volontà anche da parte della Regione di razionalizzare e riformare gli organismi politici (come dichiarato anche dall'assessore Fragai). Pertanto, non posso che dichiararmi soddisfatta della decisione di lasciare alla Regione le decisioni sulla riorganizzazione delle Comunità montane e dire che a breve ci riuniremo, come gruppo di maggioranza, per decidere il da farsi sulle nomine, ferma restando la volontà di addivenire ad un rinnovamento come dichiarato in consiglio dal nostro capogruppo. Per quanto riguarda la giunta dei sindaci, non nego che potrebbe essere una soluzione praticabile, anche se ritengo che i sindaci abbiano già abbastanza da fare a seguire i propri comuni; probabilmente, la soluzione ipotizzabile potrebbe essere un organismo esecutivo formato da tre membri (un presidente e massimo due assessori) ed un consiglio notevolmente ridotto». Il 2008 sarà l'anno dell'adozione del nuovo regolamento urbanistico. Come e dove cambierà volto il territorio comunale? «Considero l'approvazione degli strumenti urbanistici (piano strutturale e regolamento urbanistico) fondamentale per un rinnovato sviluppo del nostro territorio. Senz'altro, posso dire che già dalle tavole progettuali del piano strutturale il comune di San Marcello potrebbe avere davvero e finalmente quello sviluppo turistico che da sempre viene rivendicato, puntando ad un turismo verde, escursionistico e sportivo, per il quale abbiamo a disposizione potenzialità notevoli e sul quale l'amministrazione dovrà investire in termini di infrastrutture. Attraverso il regolamento urbanistico spero si arrivi finalmente ad un recupero delle strutture ed aree esistenti ad oggi dismesse ma che sono una risorsa importantissima per gli investimenti che possono portare sul territorio. Altro importante tema da trattare è quello delle infrastrutture viarie, sia in termini di miglioramenti ed adeguamenti delle strade esistenti che in termini di vere e proprie varianti. Sui miglioramenti ed adeguamenti, soprattutto nella viabilità di servizio alle aree artigianali e produttive, posso dire che stiamo già lavorando sia come Comune che in collaborazione con la Provincia». Ex Maeba: verso quale soluzione si procede? «Sull'area ex Maeba procederemo, come abbiamo già dichiarato anche in consiglio comunale, alla predisposizione di un questionario che riguarderà tutta l'area, compreso l'attuale campo sportivo, per capire quali sono le aspettative della cittadinanza in merito alla futura destinazione complessiva della stessa. Successivamente, faremo il vero e proprio bando per la gestione. Ciò permetterà all'amministrazione anche di avviare, su un tema importante e molto sentito, il processo di partecipazione dei cittadini alle scelte». Il Tirreno ha inserito l'imprenditore Gianluigi Venturi, patron dell'Husky Festival e del comitato "San Marcello 3000", tra i personaggi dell'anno. Ma la multa per le luminarie brucia ancora. Non le sembra che rimanga lungo il cammino verso la sburocratizzazione della macchina comunale? «Anzitutto, l'amministrazione deve preoccuparsi della semplificazione, perché necessaria soprattutto ai cittadini e alle attività produttive nei loro rapporti con l'ente. Detto questo, certamente fa piacere che persone come Venturi si impegnino nella organizzazione di eventi e, come ho dimostrato più volte, sono sempre stata e sarò disponibile alla collaborazione ed al confronto sia con lui che con chi, da anni, si occupa di organizzare le manifestazioni nel nostro comune. Purtroppo, quest'anno, a causa dei ritardi dovuti al poco tempo a disposizione, ci sono stati alcuni problemi non dovuti a responsabilità del Comune, che viceversa ha cercato di venire incontro il più possibile alle richieste. Problemi che spero verranno definitivamente eliminati con la "guida" che stiamo predisponendo per le varie associazioni, che conterrà un vademecum chiaro e semplice degli adempimenti che verranno richiesti per lo svolgimento delle manifestazioni, nonché attraverso l'organizzazione di un ufficio ad hoc». Scelga e indichi i cinque obiettivi principali per il 2008. «Gli obiettivi sarebbero tanti ma, realisticamente, scelgo anzitutto la riorganizzazione degli uffici comunali, anche attraverso la stabilizzazione di alcune figure attualmente precarie ed il potenziamento dei servizi al territorio. Altro obiettivo fondamentale è l'approvazione del piano strutturale e almeno l'adozione del regolamento urbanistico. Il terzo è la risoluzione dei problemi legati alla gestione del servizio idrico e ai rapporti con Gaia spa. Il quarto è riuscire a sbloccare la situazione con il Ministero dell'Istruzione per il progetto di recupero dell'ex conservatorio di Santa Caterina, nel quale vorremmo portare biblioteca ed archivio storico del Comune. Quinto: pensare in termini di sviluppo sostenibile con provvedimenti rivolti ai cittadini e finalizzati ad incentivare il risparmio energetico ed il potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti nonché la riduzione degli stessi».