Palagiustizia pronto ma inutilizzabile Il ministero non paga gli arredi."Mandateci il piano, poi agiremo" Il Palagiustizia è finito ma non può essere abitato da tribunale e procure perché il ministero non paga gli arredi. E le case nate intorno alluniversità, abitate da appena due anni, cominciano già a perdere pezzi. Benvenuti nella Novoli che non cè. Basta inoltrarsi da metà viale Guidoni e sfiorare le rampe daccesso al parcheggio sotterraneo inaugurato il 17 dicembre. La prima strada a sinistra comunica un senso dincompiuto, simbolo di un quartiere abbozzato e irrisolto. Dove gli studenti devono venire a seguire le lezioni ma non hanno un posto in cui lasciare i motorini senza beccare la multa. Dove cè un Palagiustizia vuoto e inutilizzabile con limpianto di riscaldamento vanamente funzionante. Dove le grondaie sono monche e lacqua piovana scorre in tubi di plastica tenuti su alla belle meglio. Invece dei marciapiedi le strade hanno lastroni sconnessi Lufficio postale nuovo di zecca è splendente e surreale: neppure mezza coda I palazzi "vecchi" di due anni sfoggiano i tubi del gas allesterno Benvenuti alla Novoli che non cè. Basta inoltrarsi da metà viale Guidoni e sfiorare le rampe daccesso al parcheggio sotterraneo inaugurato il 17 dicembre. La prima strada a sinistra e il tempo sembra quasi fermarsi: è un senso dincompiuto che ti assale nel nuovo quartiere abbozzato tra luniversità e il palazzo di giustizia. Non manca niente, eppure niente è ancora in ordine. Al posto dei marciapiedi le strade hanno lastroni sconnessi e, nonostante il parcheggio sia desolatamente vuoto, le auto sostano su entrambi i lati. Luniversità non ha ancora ripreso le lezioni e motorini non se ne vedono. Cè un Suv che assedia la piazzetta in fronte allufficio postale nuovo di zecca, praticamente splendente ma surreale: neppure mezza coda, via libera per tutti gli sportelli. Un paradiso da annotare sullagenda per la prossima bolletta. Meglio però non alzare gli occhi. La grondaia delledificio che si affaccia sulla piazzetta è monca: la verticale diretta al terreno si ferma subito dopo il tetto e il deflusso delle acque piovane è affidato ad un bel tubone di plastica arancione che, anziché scendere dritto, attraversa di nuovo orizzontalmente ledificio a metà altezza per finire allaltro capo della piazzetta con il Suv e le fioriere di cemento vuote. In compenso, i palazzi «vecchi» di appena due anni sfoggiano in verticale i tubi del gas sui fianchi esterni. E qua e là, sulle pareti, si notano toppe di intonaco successive alla pittura. Forse è capitato di peggio ai porticati di Scienze Politiche e Giurisprudenza, dove alla fine del 2004 vennero giù i controsoffitti appena realizzati. Le toppe e i rimaneggiamenti successivi però aggiungono un senso di precarietà a quello che cè. Lintonaco delle balaustre di molte terrazze, anche dei palazzi che si affacciano su piazza Spadolini che confina con luniversità, sono scrostate. Come se fossero vecchie di decenni: «Abito qui da due anni e molti di questi palazzi hanno avuto però il problema degli intonaci esterni: non sono stati fatti a regola darte e, dopo i reclami, lImmobiliare Novoli ha promesso di rifarli tutto», racconta una signora a spasso con la nipotina. Ma non per questo i prezzi scendono: 600mila euro per un appartamento di circa 100 metri quadrati, è il prezzo di riferimento per i palazzi in costruzione a fianco dellhotel Hilton, nella fascia che guarda via di Novoli. Vendono anche i privati, non solo lImmobiliare controllata dalla banca belga Kbc (50 per cento), dal Monte dei Paschi (25 e Cassa di Risparmio Firenze (25). Per un bilocale di 45 metri più terrazza di 60, 255mila euro. E gli affitti commerciali volano: anche 3mila euro per metro quadrato. Col risultato che molte vetrine sono ancora vuote, a pochi metri dal bar Trilogy dove il caffè costa 80 centesimi e dal parrucchiere che annuncia il taglio uomodonna con il 15 per cento di sconto per gli studenti (poco più di 17 euro). Il chiasso delle auto che sfrecciano su viale Guidoni a piazza Spadolini non arriva: la «stecca» degli edifici costruita lungo il viale fa da barriera. E ancora di più il tempo sembra come sospeso. Il parco che si allunga fin sotto il Palagiustizia, che al cuore del nuovo quartiere si offre con uno scorcio suggestivo, sarà pronto pare nella prossima primavera. Tre anni di ritardi certificati, sulla tabella di marcia. Forse di più, il primo albero risale allinizio del 2007. Ma i ritardi non riguardano solo il parco: «Sono i tempi della pubblica amministrazione», si è sempre giustificato Epifanio Furnari, lingegnere a capo dellImmobiliare Novoli che ha inaugurato il cantiere di Novoli sette anni fa. E questo incompiuto il quartiere gioiello immaginato da Leon Krier, larchitetto di Carlo dInghilterra che alla fine degli anni Novanta riuscì a mettere finalmente daccordo privati e Comune disegnando un quartiere senza cemento armato e, Palagiustizia a parte (quello è stato disegnato da Leonardo Ricci), senza eccessi e senza modernismi? Per i 32 ettari che ancora pochi anni fa ospitavano lex stabilimento della Fiat, Krier il profeta del neo-classicismo che teorizza «il futuro dellarchitettura è nel nostro passato», ha immaginato un quartiere «normale». Raccolto ma curato ed esemplare. A distanza di tanti anni dai suoi schizzi colorati sulle carte però il nuovo quartiere ancora non cè. E dove cè ha pure bisogno di cure.