Un inizio d'anno all'insegna della fotografia d'autore, quello che si inaugura a Napoli nei prossimi giorni, con il progetto «Uno sguardo su Capodimonte. Uno sguardo da Capodimonte» e la mostra di Joan Fontcuberta all'Istituto Cervantes. Il progetto di Capodimonte rientra nella programmazione delle celebrazioni del cinquantenario e vede per la prima volta la Soprintendenza per il Polo Museale Napoletano farsi committenza. Tre fotografi, infatti, sono stati invitati dal Museo di Capodimonte a realizzare un progetto «site specific» per interpretare, ciascuno secondo le proprie modalità di racconto, il rapporto della città con il museo. Sguardi dal museo su Napoli, dunque, e sguardi dal mondo sul museo. La scelta è caduta su Olivo Barbieri, Craigie Horsfield e Mimmo Jodice, diversi per età, poetica, linguaggio, ma uniti da un luogo - Capodimonte - che è fisicamente a Napoli ma percepito ovunque come un'icona nel circuito internazionale dei grandi musei, una «stratificazione di segni, storie e geografie», come spiega la curatrice del progetto Cristiana Colli. La prima delle tre esposizioni, che sarà inaugurata venerdì 18 gennaio, organizzata da Civita, è «TWIY (The World is Yours)» di Olivo Barbieri. Seguiranno a marzo e a maggio le mostre di Horsfield e Jodice. «Il progetto di Barbieri - spiega la Colli - è un lavoro di forte connotazione pittorica, svolto su un doppio confine: quello dell'archivio fotografico del museo, della sua memoria che riconduce agli anni Cinquanta e quello del contesto che sta intorno ad esso». Dodici immagini di grande formato e un video raccontano l'emozione di entrare all'interno del Museo e, contemporaneamente, nel ventre di Napoli, da parte di un artista che «ha sempre fotografato le metropoli nel divenire delle loro trasformazioni». Il 31 gennaio, invece, arriva anche a Napoli, presso la sede del Cervantes, la mostra «Googlegrams» del fotografo spagnolo Joan Fontcuberta, dove il famoso motore di ricerca internet diventa fonte dalla quale trarre i tasselli per una serie di grandi mosaici a colori. I due eventi, che arricchiscono la proposta artistica della città, sono collegati tra loro anche da un piccolo incidente diplomatico, dal momento che Fontcuberta era stato annunciato, durante la conferenza di presentazione delle celebrazioni di Capodimonte, lo scorso aprile a Roma, come il quarto fotografo inserito nel progetto «site specific», per poi essere escluso all'ultimo momento. «Purtroppo - commenta José Vicente Quirante, direttore del Cervantes - è una storia tristemente napoletana. L'invito rivolto a Fontcuberta dalla Soprintendenza per Capodimonte mi aveva reso felice e orgoglioso, al punto che era nata la decisione di portare al Cervantes anche la mostra "Googlegrams", da affiancare al lavoro che sarebbe stato esposto al museo. Poi, una settimana prima dell'arrivo di Fontcuberta a Napoli, ad accordo già definito, è arrivata la rinuncia della Soprintendenza, per problemi economici». Quirante, che invece non ha rinunciato ad allestire la «sua» mostra di Fontcuberta, si dice «molto amareggiato, come rappresentante della cultura spagnola a Napoli, per l'esito di questa vicenda». Cristiana Colli, interpellata sull'accaduto, ha parlato di «problemi organizzativi legati a incastri di date» che hanno costretto alla rinuncia, ma ha assicurato che «Fontcuberta troverà senz'altro il suo spazio in un prossimo ciclo di mostre che organizzerà il Museo». Parole dalle quali tutti gli appassionati della fotografia aspettano una conferma.