LEVENTO Presentato a Brindisi il contenitore multimediale Da oggi lo spazio ospiterà una mostra sullantica colonna romana della città -------------------------------------------------------------------------------- Secondo Walter Benjamin cè sempre «un futuro dimenticato tra le ceneri del passato». Cè da svelarlo, scoprirlo, renderlo manifesto di crescita possibile. Quella cui mira il Comune di Brindisi che proprio alla massima del filosofo tedesco si è ispirato per lo slogan «Brindisi si pensa fra memoria e sviluppo», scelto in occasione della riapertura di palazzo NervegnaGranafei e dellattiguo palazzo dellex corte dAssise. Ospiteranno la sede di rappresentanza dellEnte, il Palazzo della Cultura, i laboratori dellUniversità del Salento, il Museo archeologico e quello della Colonna. Saranno così fruibili da tutti i componenti originali della colonna integra (ovvero capitello, pulvino e ultimo rocchio) che rappresenta «lopera umana più emblematica della città» come ha osservato Vincenzo Cazzato dellAteneo salentino. Da oggi il rinnovato contenitore comincerà con lospitare una mostra fotografica riguardante la storia e le operazioni di smontaggio e montaggio della Colonna e nei prossimi mesi unaltra antologica dellartista Marcello Avenali, scomparso nell81. Inoltre il nuovo spazio aprirà anche ai ricercatori del Cetma (Centro di progettazione design e tecnologie dei materiali): con loro saranno stabilite sinergie importanti in tema di diagnosi e recupero dei beni archeologici e monumentali della città di Brindisi. Dintesa anche con la Provincia e gli altri enti territoriali, il progetto di recupero e lancio di questi spazi vuol essere «un modo eloquente ed intrigante per accreditare limmagine di una città che ripensa sé stessa ed intende cogliere dalla interpretazione corretta della sua storia le direttrici per costruire il futuro» ha spiegato il sindaco Domenico Mennitti. E in questo senso lo stesso slogan ideato «serve a richiamare una maggiore consapevolezza nelluso delle categorie passato, memoria, presente, futuro» prosegue Mennitti. Per quel che riguarda poi le sorti della seconda colonna romana, conservata a Lecce, il sindaco ha anticipato che il prossimo 12 gennaio si riunirà la commissione che sceglierà lo soluzione migliore perché il simbolo della città non sia "dimezzato": nelle intenzioni dellamministrazione brindisina cè la volontà di lasciare a Lecce loriginale, realizzando un calco da tenere nel nuovo Museo della Colonna. Circa le origini di Palazzo Nervegna, la famiglia Granafei lo fece costruire attorno al 1565 per venderlo ai fratelli Nervegna due secoli dopo. Nel 1921 il palazzo venne venduto al Piccolo Credito Cattolico e nel 1930 il Comune lo rilevò adibendolo a sede del tribunale, rimasto in funzione fino al 1976.
PUGLIA - BRINDISI: A palazzo Nervegna la casa della cultura
Il Comune di Brindisi ha aperto il nuovo contenitore multimediale Palazzo della Cultura, che ospiterà una mostra sulla colonna romana della città. La mostra sarà accompagnata da laboratori dell'Università del Salento e dal Museo archeologico. Il contenitore sarà anche utilizzato per la presentazione di mostre fotografiche e dell'artista Marcello Avenali. Il progetto vuole promuovere la consapevolezza sulla storia della città e sul suo futuro. Il sindaco Domenico Mennitti ha spiegato che il progetto è un modo per accreditare l'immagine di una città che ripensa sé stessa e coglie le direttrici per costruire il futuro.
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