A una settimana dalla prima al Carlo Felice nubi scurissime incombono sullatteso spettacolo del regista Gilbert Deflo Sindacati sul piede di guerra: "La Vincenzi giochi le sue carte" Più che una minaccia, quella di Snater e Libersind, che nelle prossime ore ufficializzeranno lo "stop" alla rappresentazione Anche Fials, Cgil e Cisl insistono sulla parte economica della vertenza e sulla sistemazione dei precari --------------------------------------------------------------- Meno sette. Fra una settimana esatta è fissata la prima della Manon Lescaut di Puccini al Carlo Felice, ma al momento è difficile prevedere che il bellallestimento del regista Gilbert Deflo, con le scene e i costumi di William Orlandi, possa andare in scena. Sulla prima pesa la minaccia di sciopero di Snater e Libersind. Anzi, è già più di una minaccia: «Per ora non abbiamo ancora dichiarato ufficialmente lo sciopero - spiega Roberto Conti, segretario Snater - solo per problemi tecnici legate alle festività natalizie. Ma lo faremo nelle prossime ore». Alla protesta potrebbe unirsi anche la Fials, mentre Cgil e Cisl restano prudenti sui possibili sviluppi. In realtà gli appuntamenti sindacal-amministrativi da oggi a giovedì prossimo sono numerosi. Ma ce nè uno solo capace di bloccare lo sciopero: è quello tra il sindaco Marta Vincenzi e le organizzazioni sindacali, fissato per lunedì pomeriggio. Tempi ristrettissimi, daccordo: a 72 ore dalla prima si saranno già messi in moto tutti i meccanismi legati allastensione del lavoro e fermare la macchina dello sciopero sarà sempre meno agevole a mano a mano che passeranno le ore. Quali carte però la Vincenzi possa mettere sul tavolo per fermare lo sciopero è davvero difficile capire. Sicuramente il sindaco insisterà sul fatto che ha mantenuto buona parte delle promesse fatte un mese e mezzo fa, quando aveva stemperato la tensione - senza però evitare lo sciopero per la prima del Cappello di paglia di Firenze - con limpegno a nominare entro fine anno il nuovo direttore artistico e a cambiare i rapporti nella governance del Teatro dellOpera. Forse la Vincenzi porterà anche qualche risultato a proposito del fondo di previdenza, un problema finanziario che pesa non sul bilancio ma sicuramente sugli equilibri sindacali. Non è chiaro se questo sarà sufficiente a ribaltare la situazione sindacale, ma daltra parte non si vede chi altri e come possa riuscirci. Non lo potrà di certo il sovrintendente Gennaro Di Benedetto, al quale in questa fase è affidato un ruolo più defilato del solito. Lui, normalmente molto decisionista - anche troppo, accusano i sindacati - in questo periodo è molto defilato. I problemi di rapporto con i sindacati non sono risolti, ma solo tenuti attenuati. Il giorno dopo, le organizzazioni sindacali illustreranno agli iscritti i risultati dellincontro. Nel frattempo la Vincenzi, presidente del consiglio damministrazione della Fondazione Carlo Felice, presenterà ufficialmente ai consiglieri il nuovo direttore artistico, indicato ma non ancora nominato. Sarà la prima di Cristina Ferrari, fino a ieri direttore delle Attività liriche presso la Fondazione Arturo Toscanini di Parma, chiamata a sostituire Alberto Triola che se nera andato a giugno. Dopo la presentazione ufficiale si capirà che cosa farà Daniel Oren, direttore principale dellorchestra del Carlo Felice, tanto grande come artista quanto difficile come persona. Per il momento Oren resta in disparte, preferendo muoversi sottotraccia in attesa che il panorama diventi più chiaro e stabile. Ma i problemi artistici sono solo una parte del quadro complessivo. Prima di tutto ci sono i nodi economici, quelli che rischiano di inchiodare lattività del Teatro dellOpera. «In ballo cè la sistemazione del precariato - ricorda Conti - e lapertura di un tavolo per affrontare gli aspetti economici. Noi abbiamo dato fiducia al sindaco ma oggi dobbiamo prendere atto che non ci sono state risposte concrete, se non il tentativo di aprire tavoli generici, senza contenuti efficaci». Anche Fials, Cgil e Cisl insistono sulla parte economica della vertenza: «Abbiamo messo tre punti allordine del giorno - afferma Nicola Lo Gerfo, anima della Fials - legati alla sanatoria dei precari, al ripristino della pianta organica funzionale e allanticipo salariale sul futuro accordo aziendale, reso possibile dalle aperture a livello nazionale. La prima risposta di Di Benedetto è sembrata una provocazione, visto che voleva fissare un incontro per il 12, vale a dire due giorni dopo la prima della Manon». «Sul precariato abbiamo sottoscritto a giugno un accordo - ricorda Maria Pia Scandolo, segretaria della Slc-Cgil - che dovrebbe diventare operativo adesso. Su questo chiediamo la conferma degli impegni e lavvio del programma. Quanto alla direzione artistica non facciamo un problema di nomi, ma di programmi. E su questo punto non siamo per niente ottimisti».
LIGURIA - GENOVA - TEATRO: Manon, lo sciopero va in scena
Il Teatro dell'Opera di Torino è in crisi a causa di una vertenza sindacale. Le organizzazioni sindacali Snater e Libersind hanno minacciato di sciopero per la prima della Manon Lescaut di Puccini, fissata per una settimana. Il sindaco Marta Vincenzi ha promesso di affrontare i problemi economici e di sistemazione del precariato, ma le organizzazioni sindacali non vedono ancora una soluzione. La Fials, Cgil e Cisl hanno anche fissato un ordine del giorno per affrontare gli aspetti economici della vertenza. La situazione è critica, con solo 72 ore prima della prima della Manon Lescaut.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo