Il Cipe ha attribuito all'Archivio Storico Multimediale del Meditenaneo 7 milioni di euro, nell'ambito di un finanziamento complessivo di 41 milioni di euro per il Ministero per i beni culturali per una serie di progetti da realizzarsi nelle Aree sottoutilizzate, Diventa così realtà il progetto dell'Archivio storico multimediale del Mediterraneo di cui si parla da tempo. E' del giugno 2002 infatti la sottoscrizione dell'Intesa istituzionale Stato-Regione (siglata dal sottosegretario Bono e dall'assessore regionale ai Beni culturali e ambientali Fabio Granata) volta sia alla valorizzazione del patrimonio archivistico, favorendo la cooperazione fra Enti diversi e la creazione di sistemi informativi integrati Stato-Regione per la documentazione e la ricerca: in sintesi, la base dell'Archivio storico multimediale del Mediterraneo, un'idea semplicissima ma geniale nata dall'intuizione congiunta di Aldo Sparti, direttore dell'Archivio Storico di Catania e e del vicedirettore vicario Cristina Grasso Naddei. Al progetto che è stato presentato nello scorso maggio a Catania hanno aderito con entusiasmo le principali istituzioni pubbliche (Università, Comune, Provincia), e il quotidiano «La Sicilia». L'Archivio sostanzialmente renderà fruibile attraverso le moderne tecnologie la memoria storica; appena qualche anno addietro, sarebbe stato un sogno. In particolare l'Archivio Storico Multimediale comprenderà la documentazione esistente negli archivi storici siciliani proveniente dalle nove province siciliane: in totale quasi diecimila pezzi. Altri apporti verranno da Archivi vigilati dalla Sovrintendenza archivistica, archivi ecclesiastici (Archivi storici diocesani, Archivi dei capitoli delle Cattedrali, Archivi parrocchiali), archivi privati. Ci sono poi alcuni pezzi inediti e tutto il patrimonio dell'Archivio di Stato comprendente tutta la documentazione medievale, una cernita della documentazione moderna. Infine nell'archivio multimediale troveranno spazio anche gli archivi dei Paesi del Mediterraneo. Il Comune di Catania contribuirà all'archivio attraverso una ricca documentazione: tutti i registri degli atti di nascita, di matrimonio, di morte dal 1820 al 1895; i registri dei «proietti» (i trovatelli) dal 1820 al 1865; le liste della leva dalla classe 1884 alla 1925; le liste elettorali. Ci sono, poi, tutti i progetti edilizi dal 1923 al 1961, i sussidi alle famiglie dei prigionieri di guerra dal 1945 al 1956, gli atti della Regia Cancelleria di Sicilia dal 1289 al 1515, i proclami reali dal 1819 al 1883, gli atti dei Giurati dal 1413 al 1582, gli atti del Tribunale del Real Patrimonio Riveli di Catania; gli atti del Consiglio comunale di Catania dal 1909 al 1914, le deliberazioni del Consiglio comunale di Catania dal 1945 al 1953, la Giuliana dei fratelli Rizzari che menziona diversi atti del Senato catanese del XVII secolo. E ancora antichi volumi di arte, scienza e religione di un periodo compreso tra il XVI e il XIX secolo; ricerche, trascrizioni e mano scritti su vari aspetti politici, amministrativi, militari e sociali della storia catanese fino al XIX secolo; raccolte di periodici storici, politici e letterari; una rassegna catalogata per materie di articoli tratti dai quotidiani cittadini a partire dagli anni '50; il «Fondo Verga», costituito da corrispondenza, riviste, libri e altra documentazione, appartenuto a Giovanni Verga e ai suoi familiari; una serie di film, su bobine originali, girati da Angelo Muscu, le raccolte della Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana e della Regione Sicilia. Una quantità enorme di materiale che sarà ora materia viva per quanti, attraverso un clic si collegheranno. Una «rete» fisica e virtuale che unirà gli archivi storici di numerosi Paesi che si affacciano sul "mare nostrum": dalla Spagna alla Slovenia, dalla Turchia all'Algeria, dal Marocco alla Croazia. Per questo il primo passo sarà proprio quello di raccogliere e rendere fruibile - mediante un archivio «in rete» - tutta la documentazione della storia di Sicilia e quella dei popoli del Mediterraneo, che costituisce un'area omogenea di popoli, culture e religioni uniti da una millenaria storia comune. Entusiasta dell'iniziativa il sottosegretario on. Nicola Bono: «L'Archivio storico multimediale del Mediterraneo-Centro internazionale di ricerca e di documentazione - dice -che abbiamo già presentato nel maggio scorso alla città, può a buon titolo considerarsi la più importante iniziativa culturale degli ultimi anni, capace di svolgere una fondamentale funzione di cooperazione e quindi di trasmettere, concretamente, un messaggio di pace in tutto il bacino del Mediterraneo. Sono infatti ben 20 i Paesi rivieraschi ad aver aderito con entusiamo al progetto del Ministero per il beni e le attività culturali realizzato a Catania, in Sicilia, luogo prescelto per la sua centralità geografica e per la ricchezza delle sua storia. Il finanziamento concesso dal Cipe consentirà di procedere concretamente nella realizzazione del progetto, investendo in informatica e nuove tecnologie, ampliando la funzione originaria propria di conservazione con servizi innovativi per la produzione e diffusione del sapere e premiando la volontà sinergica di tutte le istituzioni (Ministero, Regione, Provincia e Università) che hanno contribuito alla sua ideazione. Attraverso la digitalizzazione dei documenti degli archivi storici della Sicilia, delle altre regioni italiane e del Paesi del Mediterraneo, che nei secoli hanno avuto nell'isola il centro dei propri interessi economico-politici sarà possibile raccogliere in un unico archivio virtuale e multimediale l'intera storia del secondo millennio del bacino acqueo dove hanno avuti origine le più antiche e nobili civiltà». «La motivazione con la quale il progetto è stato finanziato - spiega il dirigente dell'Archivio dott. Aldo Sparti - e cioè che lo si ritiene il più grande progetto culturale in Italia negli ultimi anni ci riempie di orgoglio. Dobbiamo dire grazie oltre che all'on. Bono al coordinamento degli Enti che hanno sottoscritto tale iniziativa. Che avrà ricadute importanti, oltre che per lo storico, lo studioso, anche per l'utente comune che a casa sua con un clic potrà accedere a documenti lontani e nascosti. In epoca di Internet, ora si può».