Con un colpo di mano il sindaco dà carta bianca ai costruttori dimenticando l'edilizia pubblica. E Action protesta in Campidoglio Se prima è stato il turno del registro delle unioni civili, affossato lunedì scorso, ora è toccato al «diritto all'abitare» finire al tappeto. Il «modello Roma» di Walter Veltroni sferra prepotentemente un altro colpo. La situazione è stata denunciata ieri dal movimento di lotta per la casa Action che ha presidiato il Campidoglio con una sonora manifestazione per protestare contro «i regali del sindaco ai palazzinari a scapito dei senza casa». Infatti - spiega Andrea Alzetta, uno dei portavoce - la giunta capitolina «si impegnava a risolvere l'emergenza abitativa, ma alla fine ha ceduto ai costruttori che edificheranno su aree pubbliche e a prezzi di mercato». Il nodo del problema risale allo scorso 20 novembre: Veltroni e l'assessore Minelli firmano un protocollo d'intesa con l'Acer e altre associazioni di costruttori. Decidono «aree da reperire» per nuova edificazione, stravolgendo l'applicazione della delibera 110 e il piano regolatore, in cui si parlava di 20 mila alloggi a canone sociale entro il 2011 con l'esclusione di «nuovo cemento» a Roma. Entrambi diventati all'improvviso carta stralcia. E «delle case destinate all'emergenza abitativa non si vede nemmeno l'ombra», denunciano i manifestanti in piazza, estremamente determinati in piazza: «Voi ci prendete in giro, noi ci prendiamo le case», recita una scritta. Ma lo striscione che maggiormente svetta è sicuramente quello di Veltroni con una corona in testa e sotto la scritta: «L'imperatore dei costruttori». Presenti anche delle finte bare che simboleggiano, spiegano gli organizzatori, «la morte del consiglio comunale che è stato scavalcato su questa decisione», essendo stata presa direttamente in giunta. Tra i più determinati l'esponente dei movimenti capitolini Nunzio D'Erme: «Il sindaco - dice - ha scelto ancora una volta di stare coi potenti e di non affrontare il problema del diritto all'abitare, chiudendo ancora una volta ai movimenti». Intanto i manifestanti non si limitano a contestare ma mostrano la loro piattaforma: «Innanzitutto bisogna riempire le case vuote a prezzi concordati, senza le speculazioni del mercato. A Roma ci sono 150 mila alloggi vuoti e decine di migliaia di persone con il problema abitativo. Bisogna fare un intervento di requisizione». Per affrontare tale problema propongono anche il modello europeo: «Dopo un anno se non si affitta la casa, il proprietario paga una tassazione progressiva. Importiamo il meccanismo». In serata una delegazione viene accolta, come richiesto, dai capigruppo di maggioranza e da due esponenti del gabinetto del sindaco. Adriana Spera del Prc è la prima a rendere pubblico il verdetto dell'incontro: «Calendarizzeremo un consiglio aperto sull'emergenza abitativa in cui affronteremo il problema degli sfratti, delle occupazioni e della destinazione d'uso delle aree per garantire ai cittadini il diritto alla casa». Bucarest Ferrero firma intesa per integrazione dei rom Un'intesa tra Italia e Romania per ridurre in entrambi i paesi la povertà e l'emarginazione sociale dei cittadini rumeni, in particolare rom. «Vogliamo lavorare per rimuovere le cause che procurano disagio favorendo interventi di inclusione sociale», ha detto il ministro della Solidarietà Paolo Ferrero.
ROMA - Emergenza casa, Veltroni regala Roma ai palazzinari
Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha dato carta bianca ai costruttori dimenticando l'edilizia pubblica. Il movimento di lotta per la casa, Action, ha protestato in Campidoglio con una manifestazione per denunciare la decisione. La giunta capitolina si era impegnata a risolvere l'emergenza abitativa, ma ha ceduto ai costruttori che edificheranno su aree pubbliche e a prezzi di mercato. Il problema risale allo scorso 20 novembre, quando Veltroni e l'assessore Minelli hanno firmato un protocollo d'intesa con l'Acer e altre associazioni di costruttori.
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