In merito alla polemica sull'iniziativa culturale del Comune di Siena riguardante le celebrazioni dello Statuto senese, del 1309 (Corriere 24,27, 29 dicembre), riteniamo opportuno richiamare l'attenzione dei vertici politici sull'episodio, perché il problema è generale. Quanti sono gli studiosi che, come Ascheri, subiscono quotidianamente discriminazioni politiche? Quando si tratta di competenze specifiche come nel caso segnalato, la deliberata esclusione è negazione della personalità scientifica di uno studioso: è cosa grave che si applichi un criterio politico perfino ai comitati scientifici, negando utili possibilità di confronto, oltreché le più elementari e legittime aspettative. È un segnale preoccupante dell'attuale crisi della politica lo ha dichiarato anche la massima autorità di governo del nostro Paese far dipendere dall'appartenenza partitica anche attività delle quali va salvaguardata e riaffermata con forza l'indipendenza da preoccupazioni di parte. Lo scalpore suscitato in Italia dal «metodo Sarkozy» è conferma di questa prassi deteriore. Acquisire le migliori competenze disponibili è elementare criterio di etica e opportunità politica, oltreché buon principio di civiltà giuridica. Franco Cardini Storia medievale, Università di Firenze Paolo Prodi Storia moderna, Università di Bologna Gabriella Rossetti Storia medievale, Università di Pisa Gigliola Soldi Rondinini Storia medievale, Università Statale di Milano