ROMA Cambio radicale per la Biennale di Venezia, con la trasformazione in Fondazione e l'apertura ai privati. Sono queste le principali novità del decreto legislativo che modifica la Biennale di Venezia, presentato ieri dal ministro Urbani e deliberato dal Consiglio dei ministri. Il Consiglio di amministrazione della -nuova Biennale, che resterà in carica tre anni, sarà composto oltre che dal presidente della Fondazione, scelto dal ministro, dal sindaco di Venezia, dal presidente della regione Veneto, dal presidente della provincia (o da loro delegati) e prevede tra i componenti fino a tre soggetti che abbiano contribuito finanziando almeno il 20 per cento del patrimonio della Fondazione. Una Consulta composta da rappresentanti della Fondazione, della Triennale, della Quadriennale, della Fenice di Venezia, dell'Ente teatrale italiano (Eti), di Cinecittà Holding e della Scuola Nazionale de.1 Cinema, avrà il compito di esprimere pareri su programmi e indirizzi. È anche previsto che le funzioni dì direzione delle sezioni possano essere attribuite ad un collegio di non più di tre membri. Il decreto passerà ora all'esame della commissione bicamerale presieduta dal senatore Cirami per poi tornare al definitivo passaggio in Consiglio dei ministri. Immediate le reazioni al decreto: «Auspico che il presidente Bernabè, se messo al corrente di questa bozza, ci faccia sapere il suo pensiero e ci convochi al più presto; ci spieghi cosa sta succedendo in modo che si possa difendere l'identità storica di questa prestigioso ente che reca fin dal suo nascere, dalla sua fondazione, l'aggettivo "autonomo"», ha detto Amerigo Restucci, membro del Cda della società di cultura veneziana, al quale hanno fatto eco Andrea Martella dei Ds, che ha voluto sottolineare come «la consulta della quale si parla in questo decreto sia il modo di controllare il mondo culturale ed anche la Biennale», e Luana Zanella dei Verdi: «E' molto preoccupante la determinazione del governo Berlusconi di cedere ai privati pezzi sempre più consistenti di patrimonio pubblico: la Biennale pare essere una delle prossime vittime». La risposta della maggioranza è arrivata per bocca del sottosegretario ai Beni Culturali NicolaBono: «Nessun atto di lesa maestà nei confronti del cinema e della cultura italiana. L'obiettivo del governo è quello dì ottimizzare risorse, concentrare interventi e progetti per non disperdere energie, per potenziare il settore».
La Biennale cambia e apre le porte ai privati
Il decreto legislativo modifica la Biennale di Venezia trasformandola in Fondazione e aprendo ai privati. Il Consiglio di amministrazione della nuova Biennale sarà composto dal presidente della Fondazione, dal sindaco di Venezia, dal presidente della regione Veneto e da altri membri che hanno contribuito finanziariamente al patrimonio della Fondazione. Una Consulta composta da rappresentanti delle istituzioni culturali italiane avrà il compito di esprimere pareri su programmi e indirizzi. Le funzioni di direzione delle sezioni possono essere attribuite ad un collegio di non più di tre membri. Il decreto passerà all'esame della commissione bicamerale e poi torna al Consiglio dei ministri.
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